- L’ho capito subito che sei ragazzo di buoni sentimenenti - disse Fede: - allora, cos’hai da dirmi adessi che son qui?
- Mah, n’avrei un bricco di cose. Una è questa che mi piacerebbe conoscere la tua gente, e che tu conoscessi mia madre che sta a San Benedetto.
- A casa mia c’è poco di bello da vedere
- Allora non ti farebbe niente d’uscirne.
- Però sono sempre i miei.
- Volevo dire, ci pensi a sposarti?
- Che a casa sua stia bene o stia male, una donna è nata per quello.
- Anche tu?
- Perchè io no? Se trovo chi mi vuole.
- E l’uomo come dovrebbe essere?
- Niente di straordinario. Basta che non sia zoppo, non sia gobbo e non abbia i capelli rossi. E più che tutto, che lavori e che non mi picchi senza ragione.
- Che sfortuna non essere ancora un uomo.
- Ma tu lo sei già un uomo. Io lo vedo, sai, il lavoro che fai.
- A me mi daresti fiducia?
- Se sarai sempre quello di adesso, tanta.
- E come uomo ti piacerei?
- come uomo mi piaci
Allora dissi: - Se son contento di stare da Tobia! Me l’avessero detto solo qualche mese fa. E tu sei contenta di stare da Tobia?
Era contenta anche lei, e adesso sarei stato una vera bestia se mi mettevo a cabalizzare sul motivo della sua contentezza.

info sul libro