Quando, giunte alla fine della loro vita, serenamente distese, volgeranno il loro viso al muro della morte, tra la donna che ha goduto appieno della felicità di essere amata e la donna che può dire di avere avuto poche gioie ma di avere amato, a quale delle due Dio vorrà concedere il tranquillo riposo?
Ed esiste, in questo mondo, una donna che possa dire davanti a Dio: “Io ho amato?” Si, sono sicura che esiste. Forse la ragazza dai capelli sottili crescendo è diventata una di quelle poche elette. Avrà magari i capelli in disordine, il corpo segnato dalle ferite, gli abiti a brandelli, ma potrà dire a testa alta, con fierezza: “Io ho amato”.
Ed esalare l’ultimo respiro.
Ah, basta. Vorrei fuggire. Ma per quanto tenti di scacciarlo via, il viso di quella ragazza mi perseguita, e non riesco in nessun modo a liberarmene. Perchè quest’ansia insostenibile, a poche ore dalla  mia morte? La punizione naturalmente riservata a una donna che non ha sopportato la sofferenza di amare e ha cercato la felicità di essere amata sta finalmente arrivando.

info sul libro

[O.P.] Questo breve romanzo è l’unica traccia tangibile della mia presenza al corso di scrittura creativa dello scorso anno. Vorrà dire qualcosa se annotavo con maggior entusiasmo i titoli di possibili letture piuttosto che le regole della buona scrittura. Sono un lettore non c’è niente da fare. E questo è un’ottima lettura di un’ora.