IL FUCILE DA CACCIA (I. YASUSHI)

Quando, giunte alla fine della loro vita, serenamente distese, volgeranno il loro viso al muro della morte, tra la donna che ha goduto appieno della felicità di essere amata e la donna che può dire di avere avuto poche gioie ma di avere amato, a quale delle due Dio vorrà concedere il tranquillo riposo?
Ed esiste, in questo mondo, una donna che possa dire davanti a Dio: “Io ho amato?” Si, sono sicura che esiste. Forse la ragazza dai capelli sottili crescendo è diventata una di quelle poche elette. Avrà magari i capelli in disordine, il corpo segnato dalle ferite, gli abiti a brandelli, ma potrà dire a testa alta, con fierezza: “Io ho amato”.
Ed esalare l’ultimo respiro.
Ah, basta. Vorrei fuggire. Ma per quanto tenti di scacciarlo via, il viso di quella ragazza mi perseguita, e non riesco in nessun modo a liberarmene. Perchè quest’ansia insostenibile, a poche ore dalla  mia morte? La punizione naturalmente riservata a una donna che non ha sopportato la sofferenza di amare e ha cercato la felicità di essere amata sta finalmente arrivando.

info sul libro

[O.P.] Questo breve romanzo è l’unica traccia tangibile della mia presenza al corso di scrittura creativa dello scorso anno. Vorrà dire qualcosa se annotavo con maggior entusiasmo i titoli di possibili letture piuttosto che le regole della buona scrittura. Sono un lettore non c’è niente da fare. E questo è un’ottima lettura di un’ora.

One Response

  1. Anch’io mi considero un lettore…:) , eggià, non c’è niente da fare io amo leggere…..
    Ciao…
    Roberto

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