IL TERZO UOMO (G. GREENE)

Faceva molto freddo e io mi alzai per accostare le tende della finestra. Mi sono accorto che le avevo tenuto la mano solo quando l’ho lasciata. Mentr’ero in piedi la guardai in faccia e vidi che lei guardava me. La faccia non era molto bella… il guaio era questo. Era una faccia da viverci tutti i giorni. Da uso quotidiano. Ebbi l’impressione di essere in un paese straniero di cui non conoscevo la lingua. Avevo sempre creduto che nelle donne, a piacerci, fosse la bellezza. Stavo lì, davanti alle tende, aspettando di tirarle, e guardavo fuori. Non vedevo altro che la mia faccia, che guardava di nuovo nella stanza, alla ricerca di lei.

info sul libro

[O.L.] Nasce come sceneggiatura del famoso film di O. Welles ma come dice nell’introduzione lo stesso Greene, prima di poter scrivere la sceneggiatura è necessario un buon romanzo. Questa è la genesi di questo romanzo di spionaggio ambientato nella vienna divisa in parti uguali dai russi, inglesi, francesi e americani nel dopoguerra. Non è il mio genere preferito ma mi è piaciuto molto. I colpi di scena e la suspence spingono velocemente il lettore fino alla fine in cui i personaggi, molto ben definiti psicologicamente, si incontrano nel più classico delle scene finali di genere ma senza risultare banale. A questo punto sono curioso di vedere il film.

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