INDIA (A.A. V.V.)

Più riguardo a India. Dieci scrittori dalle nuove megalopoli

Quando gli diciamo che non avevamo mai visto uno sfondo come quello del World Trade Center, si infuria ancora di più: “Tutta la spazzatura finisce qui”, proclama. “L’india è l’immondezzaio del mondo, e Calcutta è l’immondezzaio dell’India”.
Solo in un immondezzaio del Terzo mondo nulla va perduto e tutto viene riutilizzato? E’ un’idea che fa riflettere, l’idea di un fondale terrificante come immagine riciclata, privata dai media delle ultime gocce di significato e gettata via, solo per resuscitare in un minuscolo studio fotografico di un quartiere povero in una decadente metropoli asiatica.

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[O.L.] L’idea di questa raccolta è molto buona. Cinque racconti, sei reportage, tre fumetti, per un totale di dieci scrittori indiani che parlano della loro nazione. Il risultato, come quasi sempre accade nelle raccolte, è altalenante. Personale stroncatura per i fumetti, salvo i due racconti di Altaf Tyrewala e la sezione dei reportage, sicuramente la meglio riuscita. Molto belli “la terra dei bong” e “bambini”. E’ strano come nei reportage ci sia un apparente maggior distacco dalla realtà, cosa che invece non succede nei racconti, tutti molto freddi e iper-realistici. Ovviamente super consigliato a chi andrà in India tra poco tempo e chi ama quella nazione.

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