You are currently browsing the category archive for the 'Comics' category.

Non sono in grado di riassumere la levigatezza della cultura giapponese che permette e presiede alla pace pubblica: mi limito a sfiorarla in sella alla bici, ma la mia costatazione reste. Mi sembra difficile intrattenere rapporti conflittuali con altre persone lasciando le scarpe all’entrata di casa.
… è difficile sbattere la porta di casa di qualcuno e andarsene coi calzini.

info sul libro

[O.L.] Ultimo fumetto della stagione. La stagione finisce ad agosto, no? L’idea è carina, 8 fumettisti giapponesi e 8 francesi vengono associati a 16 città nipponiche che ispirano una storia breve. La raccolta è altalenante ma è una buona base per conoscere diversi modi di scrivere/disegnare. Approfondirò la conoscenza di qualche nome, per esempio Kan Takahama e Frederic Boilet, Fabrice Neaud e Little Fish.

Che cos’è il fallimento?
- E’ quando l’impasto si secca. Il pane non lievita.
- E’ quando ti rendi conto troppo tardi di non  essere la persona che pensavi di essere.
- Mia moglie è un fallimento. Il mio matrimonio è un fallimento. Io sono un cazzo di fallimento. Vaffanculo!
- Io nemmeno so cosa sia il fallimento.
- La guerra è un fallimento.
- Un fallimento è quando il viagra funziona solo quando non ne hai voglia.

info sul libro

[O.L.] Due storie scritte in momenti diversi e poi “unite” in un secondo tempo. La prima parte è un pò troppo patriottica e sentimentale, scritta subito dopo l’11 settembre manca di una parte critica dell’evento. Invece, la seconda parte, ha un respiro molto piu ampio, scritto dopo qualche mese dal disastro ci sono le domande fondamentali che nella prima parte mancano totalmente e quindi risulta più interessante. Cmq a chiusura del volume, non c’è nulla di nuovo sotto il sole.

“No Adam! correggi solo le bozze. Ti proibisco di riscrevere tutto il libro!”

—————————–

“Sai cosa c’è che non va con i suoi libri? Mi dico sempre: se solo potessi scrivere come lei lo farei in modo completamente diverso”

—————————–

“Vuoi che ti dica un libro che trovo davvero geniale? “Guerra e Pace”. Perchè non scrivi qualcosa di simile?”

info sul libro

[O.L] Il sottotitolo è “Scene di vita letteraria” ed è una raccolta di vignette apparse sulla rivista letteraria olandese “Vrij Nederland”. Non si può parlare di vera e propria lettura ma più di una divertente sbirciatina.

DROP

Mio padre si trovava in giappone per la prima volta. Era andato a trovare alcuni parenti e a fare un giro. Stava guidando in una zona di campagna fuori Fukuoka, e cercava la casa di sua zia, quando forò la gomma dell’auto presa a nolo.

Si accostò al lato della strada non illuminata, vicino al guard-rail. Uscì dall’auto e non riusciendo a vedere nel buio, colpì ciascuna gomma con il piede per trovare quella a terra. Girando dal lato del passeggerio inciampò con la caviglia sulla barra di metallo e alzò inavvertitamente il piede per scavalcare l’ostacolo.

Pensava che ci fosse della terra o il marciapiede sull’altro lato, al contrario, c’era il vuoto - una lunga discesa. Giù fino a un laghetto artificiale prosciugato. Agitando scompostamente le braccia, tentò di rimettersi in equilibrio sul piede bloccato, ma fu impossibile.

Cadde all’indietro, nel buio, incredulo.

info sul libro

[O.L.] Un fumetto capolavoro. Una raccolta di racconti, alcuni composti da una sola pagina (come quello riportato qui), stupendi per semplicità e profondità. Scene di vita comune, tanto da sembrare un diario che si conosce molto bene, che evidenzia emozioni profonde ed essenziali.
Una bella recensione la trovate qui: http://www.stanza101.com/oldstanza/re163.htm

- Non sto dicendo che tu non debba scrivere di amori omossesuali.. è solo che faccio fatica ad apprezzare una scrittura cosi chiusa in se stessa. Insomma non credo che questi siano mezzi che una scrittrice con il tuo talento dovrebbe usare.
- Non che voglia discutere le altrui interpretazioni ma sei fuori strada. Il sesso di Y, nel momento in cui fa l’amore con la studentessa, è davvero ambiguo. Non si capisce se sia una donna o un uomo. La sensazione è quella che Y stesso ignori la propria natura… e io mi sono limitata a descrivere le sue sensazioni.

info sul libro

[O.L.] Bellissimo racconto di una una omossesualità latente che prende forma in maniera esplosiva nella protagonistra. Disegni bellissimi e dialoghi raffinati. Da molto non leggevo un manga perchè pensavo di essermi allontanato definitivamente da quello stile, ma questo mi ha messo in crisi, devo rivedere qualche scelta.

Per quanto tempo si può rinunciare a vivere
prima di aver risolto tutto quello che è rimasto in sospeso?

info sul libro

[O.L.] Questa è la frase che fa da morale a questo fumetto che non mi ha per niente entusiasmato. I disegni sono semplici e molto precisi, la storia è fintamente d’azione, in verità è una riflessione sul passato ma il finale davvero scontato smonta quel poco che si è costruito prima.

Nunn ‘a saie ‘a storia ‘e Lino? Bhe stamme a sentì, circa quindici anni fa, anno più anno meno, tenevo un cugino.
Si chiamava Lino ma tutti ‘o chiammavamo ‘a tartaruga. E sai pecchè? nun faceva altro che dire ’sta frase “5 è il numero perfetto, 5 è il numero perfetto”.
Tu gli chiedevi “che cazzo significa?” E lui con quel fare strafottente di chi ti ride in faccia ti rispundeva accussì…
Due braccia due gambe chesta faccia. E’ vide? chesta e’ ‘a casa mia. Due+due+uno fanno cinque, razza di imbecille.
Intendeva con questo che era indipendente e che nunn aveva a rendere conto a nisciunno. Comm’à tartaruga.

info sul libro

[O.L.] Il fumetto perfetto. La testimonianza che il fumetto non va considerato un’opera minore rispetto ad un romanzo. E’ ovvio che sono due modalità di rappresentazione diversa ma entrambe possono raggiungere gli stessi livelli di coinvolgimento, poesia, introspezione…

Ora sono io quello anormale.
La normalità era un concetto legato alla maggioranza, la misura di molti, non la misura di un uomo soltano.

info sul libro

[O.L.] Versione a fumetti poco fumettosa. I testi sono lunghissimi e le vignette sono piu che altro di contorno. Non ho visto il film, non ho letto il romanzo, non farò nessuna delle due cose probabilmente. la storia l’ho trovato a tratti noiosa, si risolleva nel finale ma le teorie sui vampiri sono veramente grottesche. Insomma niente di che.

 - Ecco.. pensavo di scrivere qualcosa su questa città… faccio un giro, mi guardo attorno e butto giù un raccontino..sai.. queste realtà del sud, per uno scrittore come me, sono una grande fonte di ispirazione… e’ qui che si trovano quelle situazioni di disagio che saranno alla base del mio nuovo libro
 - Vacci piano! girare per una città non vuol dire capirla!

info sul libro

[O.L.] Altra raccolta di fumetti. Questa volta il filo conduttore non è l’autore ma il tema. Alcuni giovani fumettisti sono stati chiamati ad inchiostrare brevi racconti su Bari. Il risultato non mi ha esaltato, tranne la storia di Pasquale La Forgia (la vita vera) i racconti sono abbastanza fumosi e inconcludenti.
Molto belli i disegni della finlandese Amanda Vahamaki. Premesso che non conosco Bari e la realtà pugliese quello che esce da questi lavori è solo la presenza dei santi in ogni cosa e l’assenza di lavoro in ogni momento… mi sembra una visione un pò troppo stereotipata della puglia….

Attormo a me c’è solo il vuoto…
Servirebbero migliaia e migliaia di anni luce solo per arrivare a quella stella che sembra cosi vicina da essere presa tra le mani…
Il buio e il silenzio che tanto desideravo ora sono qui ai miei piedi…
Oh buio oh silenzio, guarite le ferite della mia anima, lentamente, finchè io sarò ancora in vita…

Sono queste le cose che amo…
la raccolta di poesie, la musica, i semi di rosa…
le bambole, i vestiti, gli specchi, i quadri, i profumi…
vorrei un universo tutto per me…
il mio universo…
dove poter vivere per sempre…

info sul libro

[O.L.] Otomo è l’autore di Akira. Questa è una raccolta di storie brevi antecedenti ad Akira. Nulla di eccezionale. Va detto che non trovo eccezionale neppure Akira. Le cose migliori del volume sono: il prezzo (5 euro) e gli appunti di Otomo di presentazione ad ogni storia.

L’omologazione che il fascismo non è riuscito ad ottenere, il potere di oggi, che è il potere della società dei consumi, riesce ad ottenerlo perfettamente. Il nostro sistema ha distrutto le varie realtà particolari.
Questa omologazione ha ormai distrutto l’italia. Voglio perciò dire che il vero fascismo è proprio la società dei consumi. Noi ci troviamo alle origini di quella che sarà probabilmente la piu brutta epoca della storia dell’uomo. L’epoca dell’alienazione industriale.

info sul libro

[O.P.] Fumetto davvero accademico, sia per i disegni che per lo spunto narrativo. L’unico valore che ha è la trascrizione di qualche frase di Pasolini ma direi che per questo ci sono libri/romanzi/film di Pasolini e su Pasolini che fanno già egregiamente questo lavoro. Il fatto che Toffolo sia uno dei “tre allegri ragazzi morti” non ha aumentato il mio possibile buonismo, anzi proprio il contrario.

- E’ pazzesco come passa in fretta il tempo. Ho l’impressione di essere appena arrivato!
- Ti sbagli vecchio mio, il tempo non passa, rimane fermo. E’ solo che gli eventi ci lasciano indietro!
- Se solo sapessimo qual’è l’evento che potrebbe smuovere il paese… farlo uscire da questo vuoto assordante…

info sul libro

[O.P.] Particolare questo fumetto. I disegni sono schizzi artistici lontani dai canoni fumettistici e rendomo molto bene la natura siberiana e il freddo. Infatti quello che mi rimane è una serie di immagini più che una storia o un personaggio. Alcuni scatti dalla taiga molto poetici.

Pyongyang: città fantasma in un paese isolato. In fin dei conti mi aspettavo peggio, perchè le poche immagini che si vedono in occidente sono molto più tristi. Tram, automobili, autobus, camiom, diversamente da quel che pensavo, c’è traffico. Tutto è molto pulito. Anche troppo. Diventa quasi sospetto. Per strada nessuno passeggia. Tutti camminano dritto, verso una meta ben precisa. Non ci sono fannulloni o vecchietti che chiacchierano…atmosfera asettica. Tutto è nuovo. La città è stata ricostruita in base ai piani del grande Leader.

info sul libro

[O.P.] Mi sto appassionando ai reportage a fumetti. Questo è molto divertente e allo stesso tempo incredibile. Nella prima tavola il protagonista viene bloccato in aereoporto e tra le cose che gli controllano prima di farlo passare c’è 1984 di Orwell. Ecco Pyongyang sembra una città di quel romanzo. Incredibile. Ovviamente ho una voglia matta di andarci ma non è possibile. I turisti non esistono in corea del nord. Solo per lavoro è possibile entrarci e per tutto il soggiorno ti incollano alle spalle un accompagnatore coreano!

State pur certi che dovunque andiate ci sono degli universi paralleli, non soltanto nei fumetti della Marvel… Qui? In superficie, sulle strade: traffico, coppiette, panini con falafel, turisti in tuta che leccano francobolli per le cartoline… E oltre il muro, dietro le porte sbarrate, altre scene: gente legata alla sedia, deprivazione del sonno, puzza di piscio… altre cose che accadono per “motivi di sicurezza interna”… per combattere “l’attività terroristica”…
SUccedevano a Ghassan una decina di giorni fa: mi mostra la schiena e i polsi, ha ancora i segni… è un caso recente, certo, appena sfornato…
Adesso è tornato  nel suo salotto piccolo borghese nella parte orientale di Gerusalemme, e offre tè e pasticcini a un ospite. Quattro settimane fa era un sospetto, arrestato nella stessa retata di Mustafà Akkawl (ve lo ricordate? Il tale che abbiamo appena sepolto).

info sul libro

[O.P.] Un reportage a fumetti molto duro. Pensavo fosse utile per farmi un’idea sugli scontri tra Palestina e Israele ma dal fumetto emerge che nessuno ormai conosce qual’è il vero motivo scatenante di tutto. Oggi, il motivo per cui si continua a combattere è la vendetta.

..fai l’artista, te ne freghi, ma in verità è la gente che se ne frega! Dici: che mi frega, sono un artista, se vi va bene cosi, sennò cicca, ma sai che gliene frega alla gente che sei un artista! sei un artista? e ce lo cachi che sei un artista! in pratica o diventi produttivo o vaffanculo e guarda che Andrea Pazienza non caca.
Tutto cosi insomma, è un fatto che ti sei inventato tu, cioè un mito che non esiste! Non sei tu che non cachi, ma gli altri che ti hanno emarginato! Dormi una notte in facoltà e hai fatto l’occupazione, squacqui due manifesti e sei con la coscienza a posto! L’espresso una settimana si e due no e Linus quanto capita, ed ecco risolto il problema del tenersi aggiornato!
E manco hai il buon senso, macchè, il pudore di starti zitto! Noooo! Dice: vabbè, almeno sta zitto. Il compagno qua spara giudizi sugli autonomi o che so, su Robbe Grillet con l’aria di chi da sempre è immerso fino al collo di cose circa collettivi Jaquerie o Nouvelle Vague!
ohhh ma ci credi tutti scemi? Sai cosa si dice di te dopo che hai sparato qualche palla atomica? si dice: inutile parlargli tanto è scemo! oppure: ma si fatelo dire a quel coglione! o al massimo ti si concede l’alibi della pazzia, e in questo caso tu parli e qualcuno dietro di te ci fa segno come dire “ditegli sempre di si”…
Ma che significa “ti lascio!”, che non faremo mai più l’amore, che non ci vedremo piu, o che incontrandomi non mi saluterai?
Niente di tutto questo, o forse si, tutto questo. Comunque è il concetto che conta, ti lascio, amen.
La meccanica non m’interessa.
La meccanica non m’interessa.
La meccanica non m’interessa.
M’interessa la meccanica?
No. La meccanica non m’interess…

info sul libro

[O.P.] Un ritorno ai fumetti grazie ad un mio amico che mi ha fornito una lista di titoli davvero interessanti. Sono lontani gli anni di Dylan Dog ma qualcosa ancora riesce a prendermi. Tipo Andrea Pazienza, tantissimo per i disegni, meno per i testi. Però quel che si dice che Pazienza ha rivoluzionato il fumetto italiano credo sia indiscutibile.

A - Tuttavia ogni ragazzo, da piccolo, ammira suo padre.

B - Sembrerebbe cosi ma per me è difficile ricordarlo… Più che altro ricordo le liti con lui… e il fatto che mi diceva che non sapevo fare nulla bene come lui.

A - E ora che hai successo ti senti a disagio perchè dimostri che tuo padre aveva torto.

B - Qualsiasi cosa realizzi non sarà mai nulla rispetto all’essere sopravvissuti ad Auschwitz.

A - Ma tu non eri ad Auschwitz… eri a Rego Park. Forse tuo padre aveva bisogno di mostrare che aveva sempre ragione…, che poteva sopravvivere sempre, perchè si sentiva in colpa per essere sopravvissuto.

B - Può darsi.

A - E ha scaricato la colpa su di te, dove era al sicuro… sul vero sopravvissuto.

B - Ehm.. dimmi, tu ti senti in colpa per essere sopravvissuto?

A - No… provo solo tristezza.

info sul libro