A OVEST DI ROMA (J. FANTE)

da: “Il mio cane stupido”

Era un cane, non un uomo, un animale, ma col tempo sarebbe diventato mio amico, e mi avrebbe riempito la testa di orgoglio, divertimento e sciocchezze.
Era più vicino a Dio di quanto io non sarei mai stato, non sapeve ne leggere ne scrivere, ma andava bene anche cosi. Era un disadattato ed io ero un disadattato.
Io avevo combattuto e avevo perso, lui avrebbe combattuto e vinto.
Gli altezzosi alani, gli orgogliosi pastori tedeschi, li avrebbe pestati a sangue, tutti, e se li sarebbe pure scopati, e io avrei avuto le mie rivincite.

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Una Risposta

  1. john fante… che mito.
    Una volta conosciuto non lo molli piu.

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