VOLO DI NOTTE (A. DE SAINT EXUPERY)

Riviere pensa alla mano di Fabien, che, per qualche minuto ancora, tiene stretto il suo destino nelle leve del comando. Quella mano che ha accarezzato, quella mano che s’è posata su un seno e vi ha acceso un tumult, come una mano divina. Quella mano che s’è posata su un volto, ed ha mutato quel volto. Quella mano ch’era miracolosa.

Fabien quella notte erra sullo splendore d’un mare di nuvole, ma più giù, c’è l’eternità. Egli è perso tra le costellazioni ov’è solo. Egli tiene ancora il mondo tra le sue mani e lo fa ondeggiare contro il suo petto. Stringe nel suo volante il peso della ricchezza umana, e porta, disperato, da una stella all’altra, l’inutile tesoro che sarà costretto a restituire…

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