LA STRADA PER LOS ANGELES (J. FANTE)

Avevo scritto tutto questo di getto. Mi era venuto così rapidamente che non avevo avuto il tempo di fare i trattini sulle t o i puntini sulle i. Adesso c’era tempo di tirare il fiato e compitare, e l’occasione di rileggere. Lo feci.
Ha!
Una cosa splendida! Superba! Non avevo mai letto una cosa simile in tutta la mia vita. Stupefacente. Mi alzai, mi sputai sulle mani, e me le strofinai.
[…]
E la mia mano. Eccola. La mia mano. La mano che aveva scritto. Signore, una mano. E che mano. La mano che ha scritto. Tu, io e la mia mano e Keats. John Keats e Arturo Bandini e la mia mano, la mano di John Keats Bandini. Splendido. Oh mano arcano grano mondano.
Si, l’avevo scritto io.
SIgnore e signori del comitato, del comitatuccio leggiadri-belluccio, l’ho scritto io, signori e signore, l’ho scritto io. Si, sicuro. Non lo nego: una piccola cosa, per dir cosi, niente di speciale. Epperò grazie per le vostre parole gentili. Si, voglio bene a tutti. Davvero. Voglio bene a tutti, belli cari buoni e brutti. Voglio bene specialmente alle signore, alle donne, alle gnocche. Aspettate che mi spogli e fatevi avanti. Una per volta, per favore. Tu, laggiù, bella puttanella bionda. Ti possiederò per prima. Presto, per favore, il mio tempo è limitato. Ho un sacco di lavoro da fare. Sono uno scrittore, sapete, i miei libri, no?, l’immortalità, no?, la fama, no?, lo sapete, la fama, lo sapete, vero? La fama e tutto il resto, bof, un mero accidente nella vita d’un uomo.
[…]
Addio, addio. Mi sedetti e scrissi ancora. La matita grattava la pagina. La pagina si riempiva. Voltavo pagina. La matita procedeva fino alla fine. Un’altra pagina. Da capo a fondo. Le pagine crescevano. Dalla finestra entrò la nebbia, fredda e discreta. Ben presto la stanza ne fu piena. Continuavo a scrivere. Pagina undici. Pagina dodici.
Alzai lo sguardo. La luce del giorno. Nebbia da soffocare. Era finito il gas. Avevo i crampi alle mani. Avevo una vescica sul dito che reggeva la matita. Mi bruciavano gli occhi. Mi faceva male la schiena. A malapena mi tolsi dal freddo. Ma non mi ero mai sentito meglio in vita mia.

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Una Risposta

  1. In questi giorni Baricco si è molto arrabbiato, quando è stato indicato come “scrittore alla moda”. Non ha ribattuto intelligentemente come DE LUCA dicendo semplicemente che ogni lettore ha il diritto di critica. Baricco no, Baricco analizza i lettori e dice che la maggior parte di essi non amano la vera letteratura e fa notare che i libri piu venduti sono quelli scritti da “Gente in qualche modo famosa” o sono romanzi che sono diventati un film o sono volumi scritti da personaggi televisivi e comici. Non si può dargli torto ma non ha detto nulla di incredibilmente sconvolgente. Questa cosa è palese ma Lui ne esce come uno dei pochi che entra sempre in classifica però facendo grande letteratura. Il solito modesto e antipatico Baricco.
    Insomma dice che “scrittore alla moda” è un insulto, invece bisognerebbe dire “Tuttofare” (scrittore, critico, autore di teatro, direttore di scuola, giornalista, personaggio famoso) un concetto moderno di pari passo con i nostri tempi.
    Appunto, quello che volgarmente si dice, “ALLA MODA” aggiungo io.

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