SHANGHAI BABY (Z. WEIHUI)

“Non piangere Coco, quando piangi sono triste. cosa ti è successo?” mi chiese Tiantian, disorientato. Non si era ancora completamente risvegliato dal sonno profondo indotto dai sonniferi. Doveva prenderli tutte le sere, come me.
“Niente di grave. Sono stata fra amici, a un concerto. La musica è stata bella, l’atmosfera calda… Ma adesso non riesco ad addormentarmi. Penso di dover morire ora, con gli occhi aperti.. Non ho più la forza di tornare a Shanghai, del resto a Shanghai non ci sei tu. Mi manchi… Quando ti potrò rivedere?”
“Vieni da me, nel sud. Qui è tutto bello… A che punto è il tuo romanzo?”
Appena lo sentii parlare del mio romanzo, rimasi zitta. Ero sicura che sarei riuscita a continuare a scrivere, una volta tornata a Shanghai: cosi voleva Tiantian. Mi rendevo conto di doverlo fare, altrimenti avrei perso la stima di molte persone, compresa me stessa. Solo con la creazione letteraria sarei stata capace di distinguermi dalle persone insignificanti e noiose, dalla gente di strada, riuscendo a fare rinascere dalle ceneri delle rose di Boemia.

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Una Risposta

  1. citando una canzone:

    “la verità è che la gente sta male”

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