IL CONTRARIO DELLA MORTE (R. SAVIANO)

“Capii che era morto da come si avvicinò mia madre. Mi abbracciò, erano anni che mia madre non mi abbracciava. Mi abbracciò e iniziò a pettinarmi, conoscendo i miei tempi di reazione. Io dopo un pò ho distrutto tutto quello che vedevo, la televisione, ho gettato dal balcone le bomboniere, volevo che nulla sopravvivesse a Gaetano. Neanche le cose. Neanche io.”
Maria si ostinava che voleva vederlo, che doveva vederlo, che aveva il diritto di vederlo. Ma non si poteva mostrare un corpo morto in guerra. Anche la morte ha la sua grammatica.

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Una Risposta

  1. Il racconto non è il massimo. Non ho letto “Gomorra” e chi l’ha fatto ne è rimasto piacevolmente colpito. Questo racconto però l’ho trovato davvero approssimativo, bello il tema e l’idea di trama (mi ricorda “mattataio 5”) però gli stereotipi si sprecano e inoltre Saviano scrive in maniera simile alla mia. E questo è il piu grande difetto che ogni scrittore può avere. Io non so scrivere.
    Spero che la collana de “i corti su carta” del corriere non si riduca alla pubblicazione di bozze che non avrebbero, mai e giustamente, visto la pubblicazione altrimenti. La Tamaro la evito, ci riprovo con il terzo racconto della serie di Dario Fo.

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