FRAMMENTI DI UN DISCORSO AMOROSO (R. BARTHES)

Dato che sono colpevole di questo e di quello (io ho, io trovo cento ragioni per esserlo), io mi punisco, mortifico il mio corpo: mi faccio tagliare i capelli cortissimi, nascondo il mio sguardo dietro a degli occhiali scuri (come se dovessi entrare in convento), mi consacro allo studio di una scienza seria e astratta. Come un monaco, mi alzerò presto per mettermi al alvoro mentre è ancora notte. Sarò molto paziente, un pò triste, in poche parole, degno, come si addice all’uomo risentito. Mostrerò istericamente il mio lutto (il lutto che io m’immagino) attraverso il mio vestito, il taglio dei miei capelli, la regolarità delle mie abitudini. […]

L’ascesi è rivolta all’altro: voltati, guardami, renditi conto di cosa stai facendo di me. E’ un ricatto morale: io metto di fronte all’altro la figura della mia propria scomparsa, quale essa sicuramente avrà luogo se lui non cede (a che cosa?)

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Una Risposta

  1. Non è solo un atteggiamento che esiste nel rapporto amoroso. E’ un atteggiamento tipico di persone poco mature, tutti ci siamo passati, è un problema se persiste con gli anni. Guarda come sto male …(peccato che ti mancano i presupposti per far valere il tuo atteggiamento)

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