AMORI RIDICOLI (M. KUNDERA)

Quanto più la ragazza si allontanava da lui mentalmente, tanto più egli la desiderava fisicamente; l’estraneità dell’anima rendeva singolare il suo corpo di ragazza; o meglio, era proprio quell’estraneità a renderlo per la prima volta un corpo; come se fino ad allora quel corpo per lui fosse esistito solo nelle nubi della compassione, della tenerezza, della sollecitudine, dell’amore e dell’emozione; come se fosse stato perduto in quelle nubi (si, come se il corpo fosse stato perduto!). Al giovane sembrava di vedere quel giorno, per la prima volta, il corpo della ragazza.

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