NON SI MUORE TUTTE LE MATTINE (V. CAPOSSELA)

Siamo rimasti solo voce. Come la ninfa Eco, che a furia di consumarsi, per passione, finì col rimanere voce… eco di voce, eco della sua voce.
Non abbiamo più peso, né corpo, né vita, siamo soltanto voce.
La voce che si spande nei canali della quantità, la voce rinchiusa, asserragliata a spurgare, incarcerata. La voce dai motel, la voce rimasta impigliata nella rete dei telefoni, delle strade, dei binari.
Siamo rimasti Voce, senza più corpo, sul bordo della nostra gioventù, sull’orlo di come sarebbe dovuta andare. La voce delle serenate, che ci echeggiano nelle orecchie, e non ci lasciano in pace.
Puniti dalla troppa passione, ci si è portati al punto di rimanere fermi davanti ai bivi.
Allora ci è voluto il ritiro, l’impresa e l’epopea.
La voce è diventata la nostra divinità, il nostro nume.
Essa soltanto ci tutela e conserva, ci riproduce, che ci ha infebbrato la vita, ingravidati, e solo la voce è rimasta per sgravare quella colica di immaginazione, quel mare grosso che ci ha sollevati fino a dove Dio si è fatto intravedere e poi ancora, ci ha annegati, ributtati dalla parte di sotto. La voce è la nostra barca, il nostro confine, quel che resta di noi, l’eco della nostra voce, rimbalzante per tutti gli spigoli dai quali ci siamo intravisti.
La voce, eco della visione.

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2 Risposte

  1. Mi ha dato il libro thomas dicendo “fa schifo” ho ringraziato del regalo e l’ho appoggiato perplesso sul tavolo. Poi cerco sul web commenti e suggestioni e mi ritrovo in bilico tra gente che adora questo fantomatico romanzo e gente che ci sputa sopra senza troppe scuse. Ancora più perplesso inizio a leggere e penso pure “bè non male questo incipit” e poi però non trovo il filo del discorso, quale discorso quale filo, cosa sta dicendo Capossela? di cosa parla? e perchè lo sta dicendo? a pagina venti penso “se l’avessi scritto io questo libro sarebbe a fare la muffa in cantina invece a Vinicio l’hanno pubblicato” e con sommo dispiacere lancio il volume sul letto. Accendo l’ipod e ascolto “ovunque proteggi”. Si, la voce è l’unica cosa che rimane di Vinicio Capossela. E’ solo voce.

  2. Io ce l’ho a casa da un po’ e ho le tue stesse sensazioni dopo averlo sfogliato a casaccio… mi sa che rimarà lì ancora un po’…

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