MANITUANA (WU MING)

Al mattino poteva sentire la terra respirare. A mezzogiorno, poteva sentire l’erba crescere. La sera, poteva vedere dove i venti andavano a riposare. Molte cose invisibili erano limpide per Molly Brant, chiare come una calligrafia, nitide come il profilo degli alberi in una giornata tersa. Dalla nonna materna aveva imparato a vedere dove altri occhi erano ciechi, a sentire dove altre orecchie erano sorde. Aveva imparato a cattivarsi gli oyaron, spiriti che guidano attraverso i sogni. E aveva appreso il modo corretto di svegliarsi. Aprire le palpebre, ringraziare il Padrone della Vita, contare tre respiri e alzarsi subito, prima che la pigrizia del corpo intorbidi i pensieri: cosi la testa rimane limpida, i sogni non sfuggono, i mali dell’anima possono essere curati.

Info sul libro

[O.P.] L’ho già scritto su Anobii, lo ripeto qui: Non decolla mai. I wu ming sono tra i miei scrittori preferiti ma da qualche anno mi deludono, non cerco un’altro Q ovviamente ma “54” e “asce di guerra” sono superiori a “Manituana” ovunque li si guarda. Peccato, la storia è molto interessante.

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