DIARIO DI OAXACA (O. SACKS)

Praticamente non c’è persona a Teotitlan del Valle che non abbia conoscenza profonda e dettagliata delle tecniche di tessitura e di tintura nelle sue varie fasi: cardatura e pettinatura della lana, filatura a mano, allevamento degli insetti nel loro cactus preferito, scelta dell’indigofera giusta. E’ una conoscenza radicata nei componenti delle famiglie di questo villaggio. Non c’è bisogno di chiamara nessun “esperto”, non è necessaria nessuna conoscenza esterna che non esista nel villaggio. Ogni aspetto di questa esperienza è già presente qui.

Com’è diverso tutto ciò dalla nostra cultura più “progredita”, dove nessuno sa nè è in grado di costruire qualcosa da sè. Come nascono, per esempio, una penna o una matita? Saremmo in grado di crearne una se ce ne fosse la necessità? Temo per la sopravvivenza di questo villaggio e di quelli simili, che esistono da oltre mille anni. Temo per la loro sopravvivenza nel nostro mondo massificato e specializzato.

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[O.P.] Mi è capitato di percepire la “conoscenza radicata in un villaggio” nei dintorni di Merida. Dove ogni famiglia è un produttore di amache. Guardo chi sa “usare le mani” con grande rispetto e un pò di invidia, io inetto per natura a qualsiasi lavoro manuale.

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