ME PARLARE BELLO UN GIORNO (D. SEDARIS)

“Io ti odio” mi disse un pomeriggio. il suo inglese era impeccabile. “Sul serio, ti odio profondamente.” Forse sono ipersensibile, ma la presi sul piano personale.
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“Avere te in classe è come fare un parto cesareo ogni giorno”
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bastava che a una delle mie sorelle il bikini cominciasse ad andare stretto che mio padre partiva con le sue metafore: “Gesu, Flossie! Cos’è, hai messo su un caseificio? Ma guardati, sei grossa come una casa! Un altro chilo e per passare il confine di stato ti ci vorrà la patente per i camion!”
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A mio padre piace parlare di soldi. Quando lo fa, le mie orecchie si addormentano.
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Una settimana dopo aver fatto sopprimere Neil, mi furono consegnate le sue ceneri, racchiuse in una scatola verde oliva. Dal momento che lei non aveva mai espresso particolare interesse per il mondo esterno, disseminai i suoi resti sulla moquette e tirai su tutto quanto con l’aspirapolvere.

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Una Risposta

  1. Da “Mi raccomando: tutti vestiti bene”

    Lauren era la sorella di Walt, nata prematura e vissuta meno di due giorni. Era successo tutto prima che i Winters si trasferissero nella nostra via, ma non era un segreto per nessuno, e nessuno si aspettava di vederti trasalire sentendo nominare la bambina. Era morta troppo presto per posare nelle foto, eppure veniva considerata un membro della famiglia a tutti gli effetti. Le veniva riservata una calza di natale grande come una muffola e i suoi le organizzavano persino la festa di compleanno, cosa che mia madre trovava estremamente macabra. – Speriamo che non ci invitino – diceva. – Insomma, cosa diavolo puoi regalare a una bambina morta? –

    Sempre da lì:

    Philip e la zia Monie condividevano il gusto per le cose belle: le sinfonie, l’opera, i consommè. Il loro era il genere di rapporto di cui godono gli adulti sofisticati e senza figli, che potevano permettersi di portare a termine una frase senza che nessuno chiedesse loro di comprargli un regalo o di ricevere un anticipo sulla paghetta settimanale. Rinfacciare a mia madre di aver avuto filgi mi metteva in una posizione difficile, perciò mi limitai a desiderare che ne avesse avuto uno solo, il sottoscritto, e che vivessimo nei pressi di Cleveland.

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