ITALO CALVINO: UNO SCRITTORE POMERIDIANO

Ogni mattina mi dico: oggi dev’essere una giornata produttiva, ma poi succede qualcosa che mi impedisce di scrivere.
Oggi… cos’è che dovevo fare oggi? Ah già, devono venire a intervistarmi. Mi sa che il romanzo non farà neanche un passo avanti. Capita sempre qualcosa.
Ogni mattina so già che riuscirò a perdere tutta la giornata. C’è sempre da fare: andare in banca, all’ufficio postale, pagare le bollette… sempre qualche bega burocratica da risolvere. Già che esco sbrigo anche qualche commissione, per esempio faccio la spesa: prendo il pane, la carne o la frutta. Ma prima di tutto compro i giornali… una volta comprati, uno li inizia a leggere appena arriva a casa, o perlomeno dà un’occhiata ai titoli per convencersi che non c’è nulla di interessante da leggere.
Ogni giorno mi dico che leggere il giornale è una perdita di tempo, ma poi… non riesco a farne a meno. E’ come una droga. Insomma, soltanto nel pomeriggio mi metto alla scrivania, che è sempre sommersa da lettere che aspettano una risposta da chissà quanto tempo, e questo è un altro ostacolo da superare.
Alla fine mi metto a scrivere ed ecco che iniziano i problemi veri. Il momento più difficile è quando devo iniziare da zero, ma anche se si tratta di qualcosa che ho già iniziato il giorno prima, arrivo immancabilmente a un punto morto, dove va superato un nuovo ostacolo.
E solo nel tardo pomeriggio inizio finalmente a scrivere frasi, correggerle, ricoprirle di cancellature, riempirle di incisi e riscriverle. In quel preciso istante in genere suona il telefono o il campanello, e arriva un amico, un traduttore o un intervistatore.
A proposito… oggi pomeriggio… quelli dell’intervista… non so se avrò il tempo di prepararmi. Potrei tentare di improvvisare, ma credo che un’intervista vada preparata in anticipo per apparire spontanea. E’ raro che l’intervistatore faccia domande che uno non si aspetta.
Ho fatto tante interviste, e sono arrivato alla conclusione che le domande si assomigliano sempre. Potrei dare sempre le stesse risposte. Ma invece penso di doverle cambiare, perchè a ogni intervista è cambiato qualcosa, dentro di me o nel mondo. Una risposta che era giusta la prima volta potrebbe non esserlo piu la seconda.
Questa potrebbe essere un’idea per un libro. Mi viene data una lista di domande, sempre le stesse; e in ogni capitolo ci sono le risposte che darei in momenti diversi. I cambiamenti allora diventerebbero l’itinerario, la storia che vive il protagonista. Forse in questo modo potrei scoprire alcune verità su di me.
Ma ora mi tocca andare a casa –  il momento in cui arriveranno gli intervistatori si avvicina.
Dio mi assista!

info sul libro

[O.P.] Questa è l’introduzione di calvino alla sua intervista. Un’intervista bellissima, ogni risposta è una manata in faccia alla letteratura per forza evocativa, brevità e ironia. Molto bello anche il ricordo di Pietro Citati all’inizio del libro che ricorda L’uomo Calvino, schivo e silenzioso: “la piu labirintica mente che uno scrittore italiano moderno abbia posseduto”

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Una Risposta

  1. è fantastica questa introduzione di Calvino.

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