UNDICI SOLITUDINI (R. YATES)

“Che ti succede, Ken?”, fece. “Non ti sei divertito?”
Le sue parole non avevano nessuna importanza (per un attimo  sembrò che non avessero mai avuto importanza) ma sulla faccia di Carson Ken vide dipinta l’espressione, stranamente familiare, del suo stesso animo, la medesima espressione che lui, Platt Culo di Lardo, aveva mostrato tutta la vita agli altri: lo sguardo di un essere tormentato, vulnerabile e incapace d’indipendenza, desideroso di sorridere, uno sguardo che diceva: “non lasciatemi solo per favore”

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[O.L.] Yates con questa raccolta di racconti conferma quanto avevo detto su Revolutionary Road diventando il mio scrittore preferito del momento.

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