ELIO PETRI

Non mi piacciono i documentari. Mi fanno ridere. C’è il massimo della manipolazione, perchè fingono di documentare quello che non è documentabile.

[O.L.] Seguendo il consiglio di B ho visto due film di Petri. Lo stupendo “Indagine Su Un Cittadino Al Di Sopra Di Ogni Sospetto” e il meno bello ma interessante “la classe operaia va in paradiso”. Poi trovo questa frase che in breve spiega cos’è per lui il cinema… tutto nel giro di una settimana, Petri prima di allora, non sapevo nemmeno chi fosse.

Annunci

5 Risposte

  1. beato te che non lo conosci ancora! preparati a scoprire uno dei registi più geniali (e realmente internazionali) che questo paese abbia mai dimenticato. ho scovato il tuo blog per caso: un’idea semplice, applicata efficacemente.

    ps: grazie per avermi risparmiato nella tua recensione a “gli intrusi”, ma credo che tu abbia mirato male.

  2. Ciao Pasquale, dimmi dimmi, mi farebbe molto piacere avere un tuo parere de “Gli intrusi”. Premetto che io non sono un grande conoscitore di fumetti, quindi il mio commento è da “Intruso” in un mondo che ancora non mi appartiene.

    Però la tua storia è nettamente la migliore, l’unica che mi ha coinvolto, come dissi già nel commento del libro.

  3. no no no… per carità! immagina cosa ne verrebbe fuori! un curatore/autore (io) che spiega a un recensore (tu) cosa non ha capito del suo libro! sarebbe una cosa da megalomane… in realtà mi faceva solo molto piacere di vederti preso da petri al punto da riportare quella sua frase geniale (che io ho piazzato pari pari nella mia storia, non a caso) sul documentario, un genere tanto in voga adesso, forse perché considerato un antidoto al reality-show (ma che forse invece è solo la fase terminale di quegli stessi reality). se proprio ti interessa sapere che cosa è stato per me “gli intrusi” (e per mio fratello, visto che l’abbiamo curato e realizzato insieme in una stanza), ti invito a dare un occhio al nostro blog (clicca sul mio nome) e – se proprio ti va – di spulciarti le nostre pesantissime pippe su Stato, rappresentazione, educazione, sessualità e coercizione: roba da gran segaioli, annate 2006 e 2007.
    l’unico appunto che non posso risparmiarti è che davvero di stereotipico nel nostro libro c’è ben poco: avresti preferito storie di giovani baresi che fanno i filmmaker e curano blog? quelli sono quasi tutti a bologna a fare il dams. a bari perlopiù restano i commercianti, i contabili e i baresi. e di santi, credimi, ce n’è parecchi.
    🙂

    ps: io non sono il migliore nel libro. anzi…
    pps: ecco, avevo promesso di non fare le pulci alla tua recensione e invece… abbi pazienza.

  4. eheheh.. alla fine l’hai fatto. grazie.
    Bè comunque prendi il mio punto di vista come quello di un milanese che non è mai stato in puglia, che vedendosi raccontare quello che già sà per sentito dire… rimane un pò deluso.

    Forse Milano è una città più “complessa” di Bari e dintorni. Ma vabè, non iniziamo un discorso su un blog probabilmente infinito…

    Ho visto integratore, molto interessante.

  5. già… vuol dire che ci incroceremo prima o poi a milano. senza riconoscerci – ovviamente – ma quel che conta è il pensiero.
    😉

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: