TOKYO BLUES NORWEGIAN WOOD (H. MURAKAMI)

Tanto tempo fa, quando ero ancora giovane e questi ricordi erano molto piu freschi, ho tentato diverse volte di scrivere di lei.
Ma allora non sono riuscito a finire neanche un rigo. Sapevo bene che se fossi riuscito a scrivere almeno quel rigo iniziale, poi tutto il resto sarebbe venuto da solo, ma non c’era niente da fare: quel rigo non veniva proprio. Era tutto talmente chiaro che non sapevo da dove cominciare. Era come avere una mappa dettagliata, ma cosi dettagliata da diventare inservibile. Ma adesso capisco. Capisco che in fondo a poter riempire quel contenitore imperfetto che è la scrittura, sono solo ricordi e pensieri altrettanto imperfetti. E poi, più i ricordi di Naoko sbiadiscono dentro di me, più sento di capirla. Oggi capisco anche la ragione per cui mi pregò di non dimenticarmi di lei. Naturalmente lo sapeva benissimo. Sapeva che prima o poi in me il suo ricordo avrebbe cominciato a sbiadire. Ed è per questo che mi aveva pregato: “Non ti dimenticare mai di me. Ricordati sempre che sono esistita.”
Ma a pensarci provo una pena terribile per lei. Perchè Naoko non mi amava nemmeno.

info sul libro

[O.L.] Finito di leggere l’ultima pagina in una camera d’albergo. Da solo. Forse dovrei metabolizzarlo maggiormente dopo una full immersion di cento pagine ma la voglia di scrivere è troppa. In un certo senso la voglia di ringraziare Murakami per aver scritto alcune tra le pagine più poetiche che mi sia capitato di leggere. Murakami racconta l’innamoramento facendo innamorare il lettore delle ragazze del libro, donne complesse e strambe perchè la vita è complessa e stramba. L’innamoramento e la morte, altra presenza puntuale e schiva che toglie ma non interrompe il flusso della narrazione. La morte appare sempre inevitabile tra queste pagine. Innamoramento e morte legate dal ricordo, quella sostanza di cui siamo fatti tutti noi. Insomma i temi fondamentali come dicono alcuni, ma trattati con tanta poesia e calma, un lungo racconto a lume di candela. Rimane un sapore lieve nella stanza a chiusura del libro, spero domani mattina di riuscire a portarmene via un pò da questo anonimo hotel.

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