VIAGGIO IN PARADISO (M. TWAIN)

“Ma perchè collocano Shakespeare tanto in basso, in compagnia di semplici e sconosciuti calzolai, veterinari e arrotini?”
“Effetto della giustizia divina. In terra non hanno avuto la ricompensa adeguata ai loro meriti, ma qui occupano la posizione che loro compete. Billings, il sarto del Tennesse scrisse poesie che Omero e Shakespeare non avrebbero potuto nemmeno lontanamente uguagliare, ma nessuno volle pubblicarle, nessuno le lesse salvo i suoi vicini di casa, gente ignorante, che ne risero.
Ogni volta che nel suo villaggio c’erano simposi e divertimenti, Billings era trascinato nella folla e incoronato di foglie di cavolo, mentre tutti gli facevano, per schernirlo, grandi inchini.
Una notte che Billings era malato e quasi morto di fame, lo trascinarono fuori di casa e dopo averlo incoronato lo portarono in trionfo per il villaggio, seguito da tutto il paese che urlava e percuoteva padelle. Morì prima dell’alba. Egli non pensava neppure di salire in cielo, nè che l’attendessero grandi onori. Fu molto sorpreso, ricordo, delle accoglienze ricevute”

info sul libro

[O.L.] Una satira sul paradiso che migliora con il trascorrere delle pagine fino al gran finale in cui si legge una lettera di un angelo ad un uomo che pregando ha chiesto di esaudire qualche proprio desiderio. Dissacrante verso l’ideologia cristiana ma con toni leggeri da favola.

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