TRE VITE (R. MOODY)

Lo sai quanto penso a te?, volevo dirle. Lo vuoi sapere che ti sto conservando per i posteri? Perchè ti ho messa per iscritto, ho segnato come ti tiri le maniche della felpa fin sopra le mani, ho segnato come ti si sbava l’eyeliner. Ho immortalato il tuo modo di rigirarti sui talloni delle scarpe da tennis costose, che dovresti cambiare piu spesso. So di te e delle pesche noci, so che non c’è niente al mondo che ti piace di piu, e so che quando ti svegli non sei mai felice, non prima del caffè, e che pensi di avere le spalle grosse, il che è ridicolo. Tutto messo per iscritto.[…]
Non voglio che ti senti in debito per qualche motivo, è solo che mi hai fatto venir voglia di usare la scrittura per preservare la storia, che è una gran cosa, perchè cosi ho cominciato a preservare anche altro, per esempio tutte le conversazioni ascoltate davanti al Museo di Belle Arti, e mi sono messo a descrivere il fiume Charles, com’è discendere il Charles in canoa, ho scritto anche questo, ho scritto tutto per merito tuo.

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[O.L.] Forse è vero che Rick Moody scrive troppo. Lo ripete spesso nelle interviste e leggendo questo “tre vite” mi è venuto da pensarlo piu di una volta. Delle tre storie presentate le prime due non mi sono proprio piaciute. Sembrano due b-sides. Il terzo racconto è l’unico che vale la pena anche se la storia è veramente incasinata e più di una volta mi sono perso. Però è interessante. Mi è sembrato inoltre che spesso Moody abbia inserito troppi elementi, diciamo un pò prolisso ma non nelle ripetizioni proprio nella massa di dettagli che inserisce nei testi.
Mi aspettavo troppo e probabilmente mi sono distratto più di una volta durante la lettura. Avevo un sacco di voglia di leggerlo eppure era sul comodino da due mesi, c’era qualcosa che mi allontanava e purtroppo ho capito che il mio quinto senso e mezzo aveva ragione.
Per ora Moody rimane lo scrittore di “una lucente corona d’angeli in cielo” e nient’altro. Speriamo nel prossimo.

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3 Risposte

  1. In gran parte concordo. L’ultimo racconto anche se di difficile lettura per la mole di attenzione che impone, è un Signor Racconto.

    Ma “Racconti di demonologia” l’hai letto ?

  2. no, non l’ho letto. se me lo consigli lo recupero

  3. Recupera.

    C’è uno dei racconti più belli da me letti e altri molto validi, in mezzo a “divertimenti vari” che nel mio caso non hanno intaccato il valore della raccolta.

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