L’IMPORTANZA DI CHIAMARSI HEMINGWAY (3/3)

Quello che rende la figura di Hemingway straordinaria credo sia il suicidio.
Come può un uomo del genere, forte, combattente, legato indissolubilmente ai piaceri della vita, uccidersi?

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L’insoddisfazione fu temporaneamente cancellata dallo shock, la vergogna e la fatica di una nuova responsabilità, quella di capo della famiglia Hemingway, quando seppe che suo padre si era sparato. Ed Hemingway era da tempo angosciato per le proprie condizioni economiche, ma sopratutto per il proprio stato di salute. Non riuscendo a dormire a causa del diabete e dell’angina pectoris, si era puntato una pistola della guerra di secessione all’orecchio destro e l’aveva fatta finita. Hemingway era contrario al suicidio non soltanto come cattolico non osservante, ma perchè violava il suo codice di coraggio. La morte era certa, ma la vita era virtuosa. Il corteggiamento della morte era un aspetto della vita virtuosa, ma abbracciare la morte non era permesso. Si deve sempre mantenere uno stato di grazia sotto la tensione, non importa quanto sia pesante la tensione. Si vergognò amaramente di ciò che aveva fatto suo padre.
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Incidenti aerei in africa, fegato e reni consumati dall’abuso di alcol, matrimoni distrutti lo portarono ad una forte debilitazione fisica con conseguente depressione attorno ai sessant’anni.
Il colpo di grazia probabilmente fu la consapevolezza di non essere più in grado di scrivere come una volta.
Non riuscendo a scrivere un breve testo per un libro su Kennedy disse amaro che: “l’ispirazione non tornerà mai più”
Negli ultimi mesi di vita diede anche forti segni di squilibrio mentale fino al culmine dello sparo con il fucile.
Detto ciò, non cambiano le mie opinioni su alcuni tra i romanzi più belli che ho mai letto, “Fiesta” è stupefacente, “il vecchio e il mare” emozionante come pochi, “Addio alle armi” è un inno alla libertà e i quarantanove racconti sono una bibbia! Ho solo dato forma a qualcosa di impalpabile che aleggiava su questi libri prima d’ora.

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Benchè i difetti dell’uomo alla fine abbiano mutilato l’opera, al suo meglio Hemingway è una forza generatrice di ulteriori sviluppi pari a quella di Joyce, Faulkner o Scott Fitzgerald. E anche nel peggio ci ricorda che, per impegnarsi nella letteratura, bisogna sapersi impegnare nella vita.
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