LA DERIVA (G. STELLA, S. RIZZO)

Immagine di La deriva

In una legge, per dire quanto valeva e quanto era grande il francobollo “le istituzioni” hanno usato 925 parole: sei volte quelle bastate a Luca per spiegare la parabola del buon samaritano, uno dei capisaldi della fede cristiana. Una logorrea incontenibile. Il nuovo articolo 70 della riforma costituzionale polista poi bloccata al referendum del 2006, quello sull’iter legislativo, era lunga circa 585 parole: 65 volte di più delle 9 che stanno alla stessa voce nella carta costituzionale del 1948: “La funzione legislativa è esercitata collettivamente dalle due camere”.

info sul libro

[O.L.] Sotto le feste natalizie mi viene sempre la voglia di leggere questi mattoni sull’andazzo del nostro bel paese. La prima volta fu “Regime” di Travaglio, poi “la casta” e quest’anno “la deriva”. Dai titoli già si intuisce l’atmosfera dei saggi. Va detto che mi è piaciuto meno de “la casta” in quanto il primo libro aveva una teoria forte, questo invece è un elenco nudo e crudo di numeri da pelle d’oca che demoralizzano qualsiasi filo-governativo assiduo. No, credo di no, direbbe che è tutta una montatura. Sta di fatto che “la deriva” si legge meno in fretta de “la casta” e ne risulta meno interessante. Cmq sono sempre libri da leggere per capire meglio il meccanismo di tante cose all’italiana.

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