RENOIR

Io sono poeta.
Me lo dicono tutti i giorni.
I poeti sognano.
Il sole. Gli effluvi. Il mare lontano.
Ma è necessario
sapersi allontanare dai propri
sogni.
Come dall’ebbrezza della vera
luce.
E’ necessario digerire le proprie
impressioni
nel grigiore del proprio appartamento.
E il mio si trova
in una vecchia casa ai Colettes
dove ancora si sente
l’odore degli aranci
e i vecchi ulivi non si sono mai mossi.
In questa casa morirò
ma oggi scaldarsi al sole,
è ancora un piacere
mentre mi muovo senza forze
con l’ardente desiderio di conquistare
prima di andarmene
la grandezza
e la semplicità dei pittori antichi.
Le gambe non mi sorreggono come un tempo
le spalle e la schiena sono dolore
le mani artritiche stringono il pennello a fatica
ma davanti alla tela
comincio a canticchiare.

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