IL VAMPIRO (J. W. POLIDORI)

Immagine di Il vampiro

Quando la gaia risata di una bella fanciulla attirava la sua attenzione, la gelava con uno sguardo, e incuteva paura in quegli animi in cui regnava la superficialità. Coloro che percepivano questa sensazione di timore non riuscivano a spiegarsi da cosa derivasse: alcuni la attribuivano ai suoi occhi color grigio opaco che, fissandosi su un volto, sembrava non riuscissero a penetrarlo e a raggiungere subito i più intimi meccanismi dell’anima, ma ricadevano sulla guancia simili a un raggio pesante come piombo, opprimendo la pelle senza poterla oltrepassare.

info sul libro

[O.L.] Da questo racconto di inizio 800 nasce la figura del vampiro in letteratura, almeno come lo conosciamo oggi. Non ci sono paletti di frassino e corone d’aglio, inoltre il vampiro non si sbriciola alla luce del sole o vedendo una croce… ma forse fa più paura dei suoi simili ben più famosi che sono arrivati dopo.

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