DOVREBBERO DARGLI UN NOME

Grandi uccelli rosa e grigi
con un lungo becco aguzzo
volavano rasente l’acqua salata
con traiettorie che disegnavano
l’orizzonte.
Non sapevamo cosa fossero
fenicotteri, gru o chissà.
Aspettavamo sulla spiaggia
perchè ci avevano detto quelli del posto
che era il tramonto migliore
di tutti i caraibi.
Ci limitavamo a guardare senza parlare.
Io seguivo il volo degli uccelli sconosciuti,
Hellen fissava il cielo in alto.
“Che guardi Hel?”, gli chiesi
guardai nella sua direzione
ma non trovai nulla
neppure una nuvola.
Il tramonto arrivò con qualche minuto di ritardo
e fu incredibile.
Non pensavo esistessero tante sfumature
di rosso e di giallo e di blu.
Un’eternità variopinta in cui nessuno parlò.
Hellen non smise di fissare in alto.
Quando l’ultimo barlume di luce
sparì dietro l’orizzonte
e gli uccelli sconosciuti si posarono
mi voltai verso Hel
che fissava su in alto
la prima e unica stella timida.
Avrei voluto possedere una frase,
cercai disperatamente
un’ultima esclamazione!
ma la mia mente non funzionava a dovere
il mio cuore neppure.
“Hel” dissi sconsolato
come se fosse l’unica parola
del mio vocabolario.
Poi con delicatezza
la mia mano chiuse il suo sipario di palpebre

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Una Risposta

  1. Di chi è ?

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