Archive for the ‘Comics’ Category

IL CAMPO DELL’ARCOBALENO (I. ASANO)
8 giugno 2009

Più riguardo a Il campo dell'arcobaleno

– Sono scesa giù, in un posto sempre più profondo, e là ho sentito una voce. Sono certa che era la voce di Dio. E Dio mi ha detto: “Mi sono stancato di un mondo del genere.”
Perciò un giorno tutti scompariranno.
Sarebbe la fine del mondo?
No. Non sarebbe la fine. Quella sarebbe l’inizio dell’eternità.

info sul libro

[O.L.] Asano è bravissimo a creare atmosfere desolanti, disperate, borderline. In questo volumone di oltre duecento pagine non si è neppure preoccupato di dare una trama leggibile. Sogni, incubi, flashback, flashforward, ad un certo punto non si capisce più niente ma, miracolo, si continua a leggere con molto piacere fino alla fine.

INDIA (A.A. V.V.)
1 giugno 2009

Più riguardo a India. Dieci scrittori dalle nuove megalopoli

Quando gli diciamo che non avevamo mai visto uno sfondo come quello del World Trade Center, si infuria ancora di più: “Tutta la spazzatura finisce qui”, proclama. “L’india è l’immondezzaio del mondo, e Calcutta è l’immondezzaio dell’India”.
Solo in un immondezzaio del Terzo mondo nulla va perduto e tutto viene riutilizzato? E’ un’idea che fa riflettere, l’idea di un fondale terrificante come immagine riciclata, privata dai media delle ultime gocce di significato e gettata via, solo per resuscitare in un minuscolo studio fotografico di un quartiere povero in una decadente metropoli asiatica.

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[O.L.] L’idea di questa raccolta è molto buona. Cinque racconti, sei reportage, tre fumetti, per un totale di dieci scrittori indiani che parlano della loro nazione. Il risultato, come quasi sempre accade nelle raccolte, è altalenante. Personale stroncatura per i fumetti, salvo i due racconti di Altaf Tyrewala e la sezione dei reportage, sicuramente la meglio riuscita. Molto belli “la terra dei bong” e “bambini”. E’ strano come nei reportage ci sia un apparente maggior distacco dalla realtà, cosa che invece non succede nei racconti, tutti molto freddi e iper-realistici. Ovviamente super consigliato a chi andrà in India tra poco tempo e chi ama quella nazione.

CONTRATTO CON DIO (W. EISNER)
23 aprile 2009

Immagine di Contratto con Dio

Capita che un padre allevi una figlia con amore e dedizione solo per perderla…
strappata dalle sue braccia da una mano invisibile. La mano di Dio.
Capita a molti, ogni giorno… ad altri, forse… ma non a Frimme Hersh.
Perchè non a Frimme Hersh?
A Frimme Hersh non sarebbe dovuto accadere perchè Frimme Hersh aveva un contratto con Dio!

info sul libro

[O.L.] Contratto con Dio è considerata la prima graphic novel della storia. E’ composto da quattro brevi storie che hanno in comune il quartiere di New York in cui si sviluppano e la solitudine. I disegni sono fantastici e l’importanza dell’albo lo rendono obbligatorio per appassionati di fumetti e graphic novel appunto. E’ appena uscita una versione delle prime 4 pubblicazioni di Will Eisner, prima della nascita di The spirit.

VIA CURIEL 8 (M. CERRI)
14 aprile 2009

Immagine di Via Curiel 8

E’ un pomeriggio d’autunno in via curriel 8.
Dario sta per scendere le scale.
Emma, sulla porta di casa, stringe in mano un pensiero.
“Sarebbe stato diverso se ti avessi incontrato bambino?”

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[O.L.] Quello riportato è il 90% del testo di questa graphic novel. Un pensiero semplice che si trasforma in una storia complessa, in un viaggio tra il fantastico e la cruda reale difficoltà di vivere i rapporti di coppia. Sfogliandolo in libreria sono stato folgorato, preso inizialmente per regalarlo… me lo sono tenuto stretto.

LA CITTA’ DELLA LUCE (I. ASANO)
26 marzo 2009

Immagine di La città della luce

qualcuno ha quello che a noi manca.
e anche se non lo incontreremo mai, stranamente…
noi abbiamo quello che manca a quel qualcuno.

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[O.L.] Molto belli i disegni e l’atmosfera ricreata. Le microstorie che compongono questa graphic novel sono belle idee narrative ma credo che lo sviluppo non le valorizzi. Spesso si ha la sensazione di ipervelocità nello svolgimento e pare manchino dei pezzi ogni tanto. Non credo mi rimarrà molto. Ho sentito dire che “What a wonderful world”, dello stesso autore e che tratta gli stessi temi, sia nettamente più riuscito.

I RACCONTI DELL’ERRORE (T. OTT)
5 febbraio 2009

Immagine di I racconti dell'errore

info sul libro

[O.L.] Un fumetto “muto”. Non ci sono parole in queste dieci brevi storie, fulminanti, macabre, graffianti come lo stile dei disegni di Ott, diventato famoso appunto grazie al suo tratto “graffiato” altamente riconoscibile e ad un alto tasso di ironia dissacrante.
Si legge, o meglio, si guarda in cinque minuti cinque. Potreste finirlo in libreria senza dare dell’occhio. A me è piaciuto molto e quindi l’ho portato a casa.

LMVDM – LA MIA VITA DISEGNATA MALE (GIPI)
4 febbraio 2009

Immagine di LMVDM

Di niente mi interesso ora.
Ciechi gli occhi e pure, muti gli orecchi e pure, voglio solo fumare.
Voglio solo fumare il fumabile.
Voglio un divano oceanico.
Ho mentito ogni volta che ho detto “sto bene”. Tutte le volte. E questo lo sapevano tutti. Era per questo che distoglievano gli occhi. Siamo tutti vigliacchi. Non è vero?

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[O.L.] Disegnata male un paio di … ehm.. La feltrinelli di Buenos Aires era letteralmente tappezzata con questo fumetto del grande Gipi ed era impossibile non prenderlo in mano e sfogliarlo anche solo per un attimo. Tanto lo sapevano, i buoni uomini di marketing, che una volta preso in mano questo libro lo si porta a casa. E cosi fu. Una biografia vera, fantasiosa, esagerata, comica, drammatica, in bianco e nero e a colori… insomma c’è tutto. Letto in un pomeriggio di neve: bellissimo, divertente, mai noioso e poi disegnato, si in maniera semplice ma, perfetta, con alcune vignette strepitose come la nuotata di pagina 130 o il paesaggio di pagina 57. Per una volta tanto gli uomini di marketing hanno spinto un prodotto di valore universale.

SHOOTING WAR (A. LAPPE’, D. GOLDMAN)
29 gennaio 2009

Immagine di Shooting War

C’era una volta un mercante di Baghdad che mandò il suo servitore al mercato. Quando tornò era più bianco di un orso polare albino. Disse: “Padrone, quando ero al mercato mi sono imbattuto nella morte. Non scherzo. Mi ha guardato con quei pozzi neri al posto degli occhi, poi ha fatto un gesto con le mani scheletriche. Mi ha terrorizzato. Sono fuggito più velocemente di un leopardo sui rami di un albero. Ora mi ascolti, devo andarmene da Baghdad immediatamente. Mi presti il cavallo. Andrò a Samarra, dove la morte non potrà raggiungermi.”
Il mercante gli prestò il cavallo, e il servitore partì. Poi il mercante andò al mercato per i suoi affari, e la morte era lì che si mangiava un maiale. Il mercante domandò: “Perchè hai terrorizzato il mio servitore stamattina?”. La morte rispose: “Non volevo. Ero solo stupita di incontrarlo qui a Baghdad. Ho un appuntamento con lui stanotte, a Samarra.”

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[O.L.] Mi è piaciuta molto la rappresentazione grafica costruita sull’uso di collage fotografici e disegni digitali, anche il tema della storia, cioè l’influenza dei media sugli eventi “raccontati”, in questo caso la guerra in iraq, è sviluppato bene anche se portato all’estremo. Il problema è che l’uso delle foto porta ad un realismo che non si riscontra nella trama e nei dialoghi. Infatti, a fine libro, viene fuori che quello che si è appena letto sarebbe una satira politica. In quel caso tutto viene rivalutato e guadagna dei punti. Una chicca: il libro è del 2007 ma ambientato nel 2011, presidente degli Stati Uniti è McCain. Profezia non avverrata e speriamo che anche il resto degli accadimenti narrati nel fumetto non si avvereranno mai.

IL COMMESSO VIAGGIATORE (SETH)
4 dicembre 2008

Immagine di Il commesso viaggiatore
Un commesso viaggiatore entra a precipizio in un ufficio indaffarato passando davanti alla segretaria perplessa.
“Signore, desidera comprare una bella cravatta?” dice.
“Non credo di averne bisogno”. Risponde l’uomo d’affari allibito.
Il piazzista prosegue imperterrito. “Pura seta, signore – un capo di ottima qualità”
“Non voglio cravatte! La faccia finita”, urla l’uomo d’affari. Il piazzista continua.
“Mi lasci dire che…” Ma prima che possa finire viene preso per il bavero e sbattuto fuori. Il campionario fa la stessa fine. Si rialza, si riassetta e raccoglie i campioni.
“Bene,” dice il piazzista, “ora che abbiamo tolto di mezzo le spiacevolezze, che ne direbbe di comprare una cravatta?”.
E’ una vecchia barzelletta, ed è una freddura. Ma ha un nocciolo di saggezza. Tenacia.
Per un piazzista la tenacia è una qualità importante.

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[O.L.] Oddio! come farò ad aspettare la seconda parte? Dai SETH SCRIVI! DISEGNA! da oggi si è aggiunto un fanatico della tua opera alla massa di lettori pronti a puntarti un fucile alla schiena per obbligarti a concludere “il commesso viaggiatore”… stai attento…

E VAI CON LA GUERRA! (D. REES)
6 novembre 2008

Mentre terminavo il libro, qualcuno mi ha mandato un link al sito del DARPA (DARPA sta per agenzia per progetti di ricerca militare avanzata. E’ parte del dipartimento di difesa americano.)
Il DARPA sta lavorando ad un nuovo progetto chiamato “campo minato auto-guarente). Amo quel termine. Ho pensato volesse dire che, dopo essere stato attivato per qualche tempo, il campo “guarisse” da solo, disattivando le mine. Sapete – in modo che nessun ragazzino salti in aria per sbaglio.
E solo dopo aver visto un filmato informativo sul sito del DARPA ho capito – il campo minato guarisce riposizionando automaticamente le mine dopo che alcune di esse sono esplose. Le mine, letteralmente, cazzo, saltano in posizione per riempire buchi nel campo.
Ma certo. Un campo minato auto-guarente.

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[O.L.] Forse bisogna essere americani per apprezzarlo, visto che là è osannato, sto librello. Odio le clipart e questo è un “fumetto” di clipart! Dovrebbe far ridere ma è un umorismo talmente terra terra che mi fa piangere. E’ scritto in rosso. Ha un formato orribile. Perchè l’ho comprato? perchè la casa editrice è L’ISBN e mi fidavo di loro.

GUARDAMI (Y. UNITA)
9 ottobre 2008

Quando le ho parlato della mia passione per gli interstizi, mi ha ascoltato senza dire niente e ha annuito. dopotutto, noi esseri umani veniamo al mondo passando attraverso una fessura!
Sono sicura che mentre nascono tutti pensano… chissà cosa c’è in fondo a questo tunnel?

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[O.L.] Un pò troppo manga per i miei gusti, la storia però è interessante. Due spioni, ragazzo e ragazza,  si osservano a vicenda di nascosto e poi ovviamente si incontrano e si conoscono, ma non perdono il loro vizietto. Il problema dei manga è che i disegni spesso prendono il sopravvento sulla scrittura. Niente di memorabile, solo un paio d’ore di intrattenimento in una domenica pomeriggio senza pretese.

VEDRO’ SINGAPORE? (W. CHENDI)
1 ottobre 2008

S’era sbarbato, vestito e aveva spiccato il salto dal ponte del diavolo. Nessuno lo aveva visto. Un pescatore se lo ritrovò davanti, sul greto, non più alto di cinquanta centimetri, che le gambe gli erano rientrate nel torace. Aveva lasciato una lettera.
“Amici o presunti tali, non so più che farmene di voi, della città, della vita. State allegri se potete, fra mezz’ora avrò finito d’annoiarmi. Vorrei esser sepolto nel greto del natisone come Alarico o sotto il Bisenzio. Ma anche questo è un sogno inutile. Amedeo Grisella”.
Il salto di Grisella è un atto che rimette nelle mani dell’uomo la misura della vita, che deve aver termine quando se ne scopre l’inganno.

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[O.L.] La storia è molto bella, il fatto che sia tratta da un romanzo di Piero Chiara è lampante fin dalle prime pagine. Un marchio di garanzia inconfondibile. I disegni invece non mi sono piaciuti particolarmente, molto statici. Quindi quello che fa sfogliare le pagine in gran velocità è il testo che man mano dipinge un’atmosfera senza tempo che suona familiare come un racconto di paese che si tramanda di bocca in bocca.

UNA LIEVE IMPERFEZIONE (A. TOMINE)
23 settembre 2008

E’ una doccia fredda quando ti rendi conto di non essere neanche minimamente speciale e fuori del comune come pensavi quando eri un adolescente alienato.

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[O.L.] Considerato che per disegnare questo fumetto, Tomine ci ha impiegato cinque anni, mi aspettavo qualcosa di piu. Ero rimasto estasiato dalla raccolta di brevi “racconti” intitolata Sonnambulo, quindi ero curioso di leggere questa storia lunga (solo 100 pagine…). La trama è semplice, le situazioni e i dialoghi iper-realistici, per esempio per capire al meglio lo stato d’animo dei personaggi bisogna analizzarne la curva del sopraciglio. Si legge in fretta e lascia l’amaro in bocca. Forse è un’opera ingiudicabile. Troppo perfetta da sembrare una storia raccontata da un amico durante una bevuta, che però si dimentica in fretta.

MADE IN JAPAN (A.A. V.V.)
3 agosto 2008

Non sono in grado di riassumere la levigatezza della cultura giapponese che permette e presiede alla pace pubblica: mi limito a sfiorarla in sella alla bici, ma la mia costatazione reste. Mi sembra difficile intrattenere rapporti conflittuali con altre persone lasciando le scarpe all’entrata di casa.
… è difficile sbattere la porta di casa di qualcuno e andarsene coi calzini.

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[O.L.] Ultimo fumetto della stagione. La stagione finisce ad agosto, no? L’idea è carina, 8 fumettisti giapponesi e 8 francesi vengono associati a 16 città nipponiche che ispirano una storia breve. La raccolta è altalenante ma è una buona base per conoscere diversi modi di scrivere/disegnare. Approfondirò la conoscenza di qualche nome, per esempio Kan Takahama e Frederic Boilet, Fabrice Neaud e Little Fish.

TRIBECA SUNSET (H. REHR)
17 luglio 2008

Che cos’è il fallimento?
– E’ quando l’impasto si secca. Il pane non lievita.
– E’ quando ti rendi conto troppo tardi di non  essere la persona che pensavi di essere.
– Mia moglie è un fallimento. Il mio matrimonio è un fallimento. Io sono un cazzo di fallimento. Vaffanculo!
– Io nemmeno so cosa sia il fallimento.
– La guerra è un fallimento.
– Un fallimento è quando il viagra funziona solo quando non ne hai voglia.

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[O.L.] Due storie scritte in momenti diversi e poi “unite” in un secondo tempo. La prima parte è un pò troppo patriottica e sentimentale, scritta subito dopo l’11 settembre manca di una parte critica dell’evento. Invece, la seconda parte, ha un respiro molto piu ampio, scritto dopo qualche mese dal disastro ci sono le domande fondamentali che nella prima parte mancano totalmente e quindi risulta più interessante. Cmq a chiusura del volume, non c’è nulla di nuovo sotto il sole.