Archive for the ‘Non-fiction’ Category

PIERLUIGI GHIANDA (L. BERGO, P. PERACCHIO)
29 giugno 2009

More about Pierluigi Ghianda

Io penso che la vita – e questo l’ho imparato sopratutto dai meridionali e dagli orientali – sia una specie di commedia, che viene giocata ogni giorno, ogni notte, ogni mattina, e che non ha un percorso lineare. E che quindi la perfezione della vita è essere capaci di recitare questa commedia senza far male a nessuno, e riuscendo a essere contenti. Come quell’artigiano giapponese che ha passato due anni a levigare la scatolina di legno e poi l’ha regalata, regalando insieme la sensazione che sia la cosa più bella del mondo. Penso che la vita sia qualcosa del genere.

info sul libro

[O.L.] Un excursus tra le opere di Pierluigi Ghianda, uno dei più grandi ebanisti d’italia da cui è passato tutto il design italiano negli anni ’70 e ’80. Pochi lo conoscono ma è una leggenda vivente. Attraverso foto dei suoi oggetti e della sua bottega e interviste si intuisce quanto fondamentale sia stato Ghianda per la creazione del mito della Brianza, del distretto del mobile e del design made in italy.

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QUADERNI (CIORAN)
25 giugno 2009

More about Quaderni 1957-1972

Sono andato alla clinica di rue d’Assas a farmi sturare un orecchio. La donna alla cassa mi chiede: “lei attualmente lavora o è disoccupato?”.
Eccomi di colpo piombato, sprofondato nella società. Se la donna mi avesse chiesto: “Fa ancora l’assassino?”, la sua domanda mi avrebbe provocato meno disagio.

La proposizione: “Niente è sicuro” è la più sicura di tutte le proposizioni incerte.

Scrivono bene non i pessimisti ma, i delusi.

Lo stato d’animo di cui ho bisogno è l’allegria. Senza di lei, non si può fare niente di vivo. Tutto ciò che si fa con il suo aiuto è buono, anche se non è profondo.

Guardando le onde, rimuginare, come loro, l’inconcepibile fatto di esistere.

Se potessimo limitarci a guardare! Ma disgrazia vuole che ci intestardiamo a capire.

Non è la morte l’ora della verità, è la nascita.

info sul libro

[O.L.] Ormai è un fratello. pagina 800.

CUORE – LE 396 PRIME PAGINE DI CUORE
5 giugno 2009

20 luglio 1992
NO SAN VITUR? AHI AHI AHI AHI
Il carcere milanese si conferma la meta più ambita della gente che conta. Intanto l’arresto di Ligresti riesce a cementare ulteriormente il gruppo dirigente socialista.

26 ottobre 1992
I MAFIOSI ONESTI: “BASTA CON ANDREOTTI”
“Quarant’anni di malgoverno democristiano hanno messo in ginocchio anche un’azienda sana come la nostra”

30 novembre 1992
SOMALIA VERGOGNATI! HAI FATTO PIANGERE LA LOREN
Pur di scucire qualche spicciolo al cuore tenero di mamma Sophia, i furbi monelli africani hanno digiunato per anni ed anni. Amari commenti dall’occidente: “Hanno fame si, ma di protagonismo”

30 agosto 1993
GRANDI OPERE! CIAMPI: “PARTIAMO A OTTOBRE COL NABUCCO O CON L’AIDA”
Tra comparse e baritoni settantamila nuovi posti di lavoro

28 febbraio 1994
LA P2 ERA ISCRITTA A BERLUSCONI

9 luglio 1994
Vertice del g7 a napoli.
ITALIA UMILIATA: PERFINO IL GIAPPONESE E’ PIU ALTO DI BERLUSCONI
Il nano pelato ottiene comunque un successo personale: aumenteranno le esportazioni di scarpe col rialzo.

22 ottobre 1994
SVOLTA NELLA CHIESA
Meglio della pillola il libro del Papa. Milioni di copie si addormentano già guardando la copertina. Protesta ufficiale della Valium: ”interi capitoli sono copiati dal nostro foglietto illustrativo”.

[O.L.] Vi ricordate il giornale satirico CUORE? ha chiuso nel ’97, io fin da piccolo ne compravo qualche copia, colpito dal colore verde delle sue pagine e dai titoli che mi facevano davvero ridere, anche se alcuni non li potevo capire veramente. Perchè era satira politica nel più profondo dei significati. In questa raccolta sono riunite tutte le prime pagine in ordine cronologico, fanno ancora tanto ridere, e con il senno di poi, piangere. La politica in 30 anni non è cambiata di una virgola.

INDIA (A.A. V.V.)
1 giugno 2009

Più riguardo a India. Dieci scrittori dalle nuove megalopoli

Quando gli diciamo che non avevamo mai visto uno sfondo come quello del World Trade Center, si infuria ancora di più: “Tutta la spazzatura finisce qui”, proclama. “L’india è l’immondezzaio del mondo, e Calcutta è l’immondezzaio dell’India”.
Solo in un immondezzaio del Terzo mondo nulla va perduto e tutto viene riutilizzato? E’ un’idea che fa riflettere, l’idea di un fondale terrificante come immagine riciclata, privata dai media delle ultime gocce di significato e gettata via, solo per resuscitare in un minuscolo studio fotografico di un quartiere povero in una decadente metropoli asiatica.

info sul libro

[O.L.] L’idea di questa raccolta è molto buona. Cinque racconti, sei reportage, tre fumetti, per un totale di dieci scrittori indiani che parlano della loro nazione. Il risultato, come quasi sempre accade nelle raccolte, è altalenante. Personale stroncatura per i fumetti, salvo i due racconti di Altaf Tyrewala e la sezione dei reportage, sicuramente la meglio riuscita. Molto belli “la terra dei bong” e “bambini”. E’ strano come nei reportage ci sia un apparente maggior distacco dalla realtà, cosa che invece non succede nei racconti, tutti molto freddi e iper-realistici. Ovviamente super consigliato a chi andrà in India tra poco tempo e chi ama quella nazione.

STATI DI CINEMA. FESTIVAL OSSESSIONE. (E. GHEZZI)
27 maggio 2009

Più riguardo a Stati di cinema

E’ assurdo che i festival non si svolgano in tv (e ora in rete)

Ogni film ti mostra che per dire una vita bastano e avanzano due ore, e per dire un istante non bastano trenta ore.

“Sono nata solo perchè quella sera tu e mia madre avevate acceso la televisione e c’era un film di Antonioni”

info sul libro

[O.L.] Una raccolta di articoli del buon Ghezzi (Dio lo benedica per aver inventato Blob) che ruotano attorno al tema del festival di cinema, da Cannes a Venezia passando per Berlino e Locarno. Sono per lo più appunti presi in loco, scritti in ghezziano. A volte fa ridere, a volte viene voglia di dar fuoco alla pagina. La ricerca continua di una contrazione linguistica o di un aggettivo che solo un cinefilo incallito può capire può apparire snervante. Quando si leggono cinque capitoli di fila appare l’immagine di FUORI ORARIO. Un ghezzi in canotta che parla fuori-sincro. E quello è il momento di abbandonare il libro.

QUADERNI (E.M. CIORAN)
19 maggio 2009

Più riguardo a Quaderni 1957-1972

E’ significativo che Dostoevskij non lo attragga. C’è qualcosa di più rivelatore e compromettente? Quale miglior prova di povertà spirituale?

Il peggior tipo di uomo è quello che da sveglio mostra gli stessi caratteri che si riscontrano in lui quando sogna.

Si può amare chiunque tranne il prossimo.

Due uomini che fanno la stessa cosa sono virtualmente nemici. Uno scrittore può ammirare sinceramente un torero ma non un collega.

La macchina è stata inventata per poter andare più in fretta, ed ecco che in città è diventata un fattore di immobilità. Prima o poi tutto ciò che l’uomo inventa, qualsiasi congegno, finisce col negare la sua funzione primitiva. Potremmo chiamare il fenomeno “tradimento degli oggetti”.

Ascoltare la pioggia è un’operazione che basta a se stessa.

info sul libro

[O.L.] Che in primavera mi venga voglia di leggere Cioran anche di giorno e non solo prima di dormire… è preoccupante. Oltrepassata pagina 750.

BAMBI CONTRO GODZILLA (D. MAMET)
4 maggio 2009

Immagine di Bambi contro Godzilla

Il film perfetto è il film muto, proprio come la sequenza perfetta è quella muta. Nel racconto cinematografico, il dialogo è inferiore all’immagine. Innanzitutto, come sappiamo, un’immagine vale mille parole; la giustapposizione di immagini è geometricamente più efficace. Se un regista o uno sceneggiatore vuole capire se una scena funziona, può eliminare il dialogo e vedere se riesce ancora a comunicare la sua idea al pubblico.
L’antica saggezza teologica la mette in questi termini: “Predica Cristo costantemente… e se proprio devi, usa le parole”.

info sul libro

[O.L.] Mamet è un regista e sceneggiatore. Suo ho visto solo Hollywood, Vermount e l’ho trovato davvero interessante. Ho un bel ricordo. Questo saggio però non mi ha convinto. Sopratutto i primi capitoli sono una critica al mondo in cui mangia e risulta parecchio noioso. La parte migliore è quella centrale, dove elargisce consigli su come scrivere una sceneggiatura, sul montaggio, su come scegliere gli attori… insomma quando parla del suo lavoro diventa interessante.
Ottima è anche la lista finale di titoli di film da vedere.

QUADERNI (E.M. CIORAN)
16 aprile 2009

Immagine di Quaderni 1957-1972

Se leggo tanto, è nella speranza di incontrare un giorno una solitudine più grande della mia.

Fare un’opera che non interessa a nessuno. Ci sono quasi riuscito.

E’ quasi sicuro che soltanto la talpa ha messo a punto una soluzione efficace per passare i giorni.

Per lo scettico il dubbio è una certezza.

Costui ha troppi difetti per non avere talento.

Quando vedo chi è celebre, mi stupisco di aver sperato di esserlo.

Un faraway look….

info sul libro

[O.L.] sfogliata la pagina numero 700…

LETTERE DALLA LUCE (CEZANNE, MONET, RENOIR, VAN GOGH)
2 marzo 2009

Immagine di Lettere dalla luce

Cèzanne a Joachim Gasquet
Aix, 30 aprile, 1896

[…] Per tutta la vita, ho lavorato per riuscire a guadagnarmi da vivere, ma credevo che fosse possibile fare della buona pittura senza attirare l’attenzione sulla propria esistenza privata. Certo, un artista desidera elevarsi intellettualmente il più possibile, ma l’uomo deve restare nell’ombra. Il piacere deve risiedere nello studio.

info sul libro

[O.L.] Non è solo per appassionati dei suddetti pittori o degli impressionisti. Una raccolta di lettere spedite in brevi e precisi periodi della vita di ognuno, quasi esclusivamente coincidente con i mesi precedenti all’ultima esposizione “fuorisalone” degli impressionisti, che ci immerge nei pensieri di uomini di talento.
Parole sofferte di uomini spinti da una passione che li comandava. totalmente dediti al lavoro, logorati dalle ristrettezze economiche e dalla vita all’aperto. Hanno molti tratti in comune i quattro pittori ma dalle lettere si notano le differenze e le motivazioni che poi si rispecchiano nel modo di dipingere di ognuno. Questo libro è anche un ricordo personale. E’ uno spunto creativo per piccole poesiole. E’ un amore che sto alimentando per le biografie e la vita degli artisti. E’ stata una lettura notturna intensa e indimenticabile.

LA DERIVA (G. STELLA, S. RIZZO)
22 gennaio 2009

Immagine di La deriva

In una legge, per dire quanto valeva e quanto era grande il francobollo “le istituzioni” hanno usato 925 parole: sei volte quelle bastate a Luca per spiegare la parabola del buon samaritano, uno dei capisaldi della fede cristiana. Una logorrea incontenibile. Il nuovo articolo 70 della riforma costituzionale polista poi bloccata al referendum del 2006, quello sull’iter legislativo, era lunga circa 585 parole: 65 volte di più delle 9 che stanno alla stessa voce nella carta costituzionale del 1948: “La funzione legislativa è esercitata collettivamente dalle due camere”.

info sul libro

[O.L.] Sotto le feste natalizie mi viene sempre la voglia di leggere questi mattoni sull’andazzo del nostro bel paese. La prima volta fu “Regime” di Travaglio, poi “la casta” e quest’anno “la deriva”. Dai titoli già si intuisce l’atmosfera dei saggi. Va detto che mi è piaciuto meno de “la casta” in quanto il primo libro aveva una teoria forte, questo invece è un elenco nudo e crudo di numeri da pelle d’oca che demoralizzano qualsiasi filo-governativo assiduo. No, credo di no, direbbe che è tutta una montatura. Sta di fatto che “la deriva” si legge meno in fretta de “la casta” e ne risulta meno interessante. Cmq sono sempre libri da leggere per capire meglio il meccanismo di tante cose all’italiana.

BIANCIARDI! (M. COPPOLA, A. PICCININI)
21 gennaio 2009

Immagine di Bianciardi!

Ho sempre avuto, a momenti, l’ossessione dell’Io, la noia angosciosa di essere sempre presente a me stesso. Lavoro, mangio, passeggio, mi diverto, ma solo sempre in compagnia di un me stesso che mi guarda, mi sorveglia e non si stacca mai. Solo nel sonno senza fantasmi mi libero del secondo me stesso: e allora benedico quelle poche ore di vera solitudine.

info sul libro + dvd

[O.L.] Dalla razzia fatta nella vecchia sede di Isbn edizioni mi sono portato via pure questo documentario che tenevo d’occhio da un pò. Dico subito, sono un grande fan di Coppola, sono un grande fan di Bianciardi. Il documentario mi è piaciuto, molto, sia visivamente che nei contenuti con alcune vere chicche di repertorio. Il libricino allegato è un’estensione del film, con riferimenti cronologici precisi e qualche interessante considerazione sull’opera di Bianciardi ma da solo non varebbe la pena leggerlo. Direi irrinunciabile per chi ama Bianciardi, molto interessante per gli altri, sopratutto c’è una buona riflessione su Milano e su quanto ha influito nella vita culturale del nostro paese.

IRRAZIONALPOPOLARE (L. MASTRANTONIO, F. BONAMI)
13 gennaio 2009

Immagine di Irrazionalpopolare

Il mercato di lettori adolescenti e, soprattutto, scrittori adolescenti, cresce, nel senso quantitativo ed economico, di mercato, non anagrafico o etico, con Federico Moccia. Rimasto adolescente in un corpo da ultratrentenne, parodia del “fanciullino” pascoliano. Moccia è diventato una “mocciosa” macchina da guerra editoriale e non solo. In Fede, la letteratura sentimentale, nella dimensione adolescenziale e tardoadolescenziale, ha trovato il suo cantore perenne, l’elisir non di giovinezza ma di non crescita.

info sul libro

(O.L.) L’ho preso per gongolarmi. Perchè nell’ultima pagina di questo saggio viene citato questo blog. Nelle 280 pagine di questo libro viene preso a bastonate tutto e tutti, questo blog alla fine ne esce decentemente. Il gongolo però riguarda solo, purtroppo, l’ultima pagina. Per arrivarci bisogna fare lo slalom tra lamentele da zitelle acculturate che pensano di sapere tutto: cosa è buono e cosa è cattivo. Gli argomenti spesso vengono trattati superficialmente, a volte si ripetono, ma quello che è sconcertante è che non ho capito il motivo di tutti questi attacchi alla tv, ai personaggi popolari, all’ipod, a wikipedia e via via via dicendo… sfondiamo una porta aperta se parliamo male di Moccia o dell’Isola dei famosi ma mentre leggevo mi chiedevo: perchè mi stanno dicendo questo? dove vogliono arrivare? la risposta non l’ho trovata. Sembra di ascoltare amici al bar che si lamentano senza costrutto di quanto fa schifo la tv, di quanta poca cultura si respira per le strade italiane, ma senza una teoria, un’analisi delle cause o una visione futura. Poi con che tono! supponente e incazzoso… che noia inutile.

QUADERNI (E. M. CIORAN)
18 dicembre 2008

Immagine di Quaderni 1957-1972

Sentire Bach nei grandi magazzini, mentre ci si sta comprando un paio di mutande!

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Il suicidio dovrebbe essere una questione di buona educazione.

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Perfino una lettera, se la si vuole scrivere in modo decente, richiede uno stato di grazia.

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L’unica cosa che elevi l’uomo al di sopra dell’animale è la parola; ed è anche quella che spesso lo pone al di sotto.

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All’età in cui scrivevo in romeno Cartea Amagirilor (venticinque anni?) vivevo con una tale intensità che avevo letteralmente paura di diventare il fondatore di una religione

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E’ tutta una questione di distanza: da dove si vede un problema.

info sul libro

[O.L.] pagina 650. Cioran è invernale.

IL LIBRO DEI GRANDI CONTRARI FILOSOFICI (O. BRENIFIER, J. DESPRES)
11 dicembre 2008

Immagine di Il libro dei grandi contrari filosofici
I contrari si imparano da piccoli.
Dalla più tenera età scopriamo che le idee si oppongono e si comprendono le une grazie alle altre: alto è il contrario di basso, freddo è il contrario di caldo, buio è il contrario di luce.
Quando cresciamo il nostro pensiero si affina, impara a cogliere nozioni più astratte, idee più complesse, eppure continua ad avere bisogno dei contrari.
Sono queste grandi opposizioni universali a strutturare la mente, a permetterle di riflettere, tanto nei bambini grandi quanto nei grandi filosofi.
Come potremmo concepire la mente senza contrapporla al corpo, l’infinito senza contrapporlo al finito, l’essere senza contrapporlo all’apparenza?

info sul libro

[O.L.] Un ottimo regalo di natale. E’ un libro per bambini adulti con bellissime illustrazioni e innumerevoli spunti di riflessione. Gran bel prodotto, studiato a tavolino ma progettato molto bene.

PSYCHOFARMERS (P. ADAMO, S. BENZONI)
18 novembre 2008

Pompelmo (succo di)
Al contrario di altre spremute, quelle di pompelmo e dei suoi derivati interferiscono con il metabolismo di un gran numero di farmaci e di alcuni stupefacenti, attraverso l’inibizione di un enzima intestinale ed epatico (citocromo P450) che serve proprio a ripulire il sangue fa numerose molecole. Tra le sostanze interessate ci sono alcune benzodiazepine (in particolare il diazepam e il midazolam), il buspirone, gli antidepressivi sertalina e clomipramina, e la carbamazepina, impiegata come antiepilettico e come stabilizzatore dell’umore (nome commerciale tegretol).
Se assunto in quantità che non supera i tre bicchieri (mezzo litro circa), il pompelmo agisce solo sull’enzima intestinale e l’interazione si manifesta perciò solo sui farmaci assunti per bocca. L’assunzione contemporanea di bevande al pompelmo e tranquillanti o altre sostanze stupefacenti potenzia l’effetto di quelle sostanze con conseguenze imprevedibili.
Oltre il litro e mezzo viene inibito anche l’enzima epatico e l’effetto si manifesta anche sui farmaci assunti per endovena. In una breve sequenza si “The year that punk broke”, documentario indipendente sulla scena rock di seattle, Dave Grohl, batterista dei Nirvana, annaffia backstage e astanti urlando con tono concupiscente: “Amo il pompelmo!”.

info sul libro

[O.L.] E’ una breve enciclopedia degli psicofarmaci, vengono presentati tutti i più importanti con numerosi collegamenti a persone famose o film o libri in cui queste pillole hanno ruoli da protagonista. E’ sorprendente osservare le numerose pubblicità presenti nel libro, in che modo ogni stato si differenzia e notevoli sono anche i cambiamenti negli anni. Ho un pensiero sugli psicofarmaci e sfogliando le varie definizioni questo pensiero ha trovato conferme, credo che esista una enorme montatura delle case farmaceutiche che di fatto hanno abolito la tristezza naturale dell’essere umano e l’hanno trasformata in una malattia terribile, che tutti devono combattere a suon di pillole.
Non ci è più consentito essere tristi, perchè veniamo additati come malati. Io amo la mia tristezza e non mi fa paura, penso sia una cosa naturale, esiste la tristezza come esista la felicità perchè siamo vivi. Non sto dicendo che gli psicofarmaci non servano a niente, anzi, in tanti casi sono fondamentali, quello che si è perso totalmente è la misura e l’analisi delle cause dei disturbi umorali/psichici. Inoltre, assumere psicofarmaci è diventata una caratteristica di un certo lifestyle che fa dell’uomo stressato un figo esagerato con tutto quello che ne consegue…