Archive for the ‘novel’ Category

BURNED CHILDREN OF AMERICA (AA.VV.)
22 giugno 2009

More about Burned Children of America

Lasciate che vi spieghi qualcosa di questi ragazzi. Non sono particolarmente intelligenti. Sniffano acetone e vanno in giro in macchina con le pistole nascoste sotto il libretto di circolazione. Portano gli occhiali da sole quando piove e quando masticano il chewing-gum gli rimane appiccicato all’apparecchio per i denti. Nella mia classe pensano sia molto divertente comportarsi come ritardati mentali quando gli faccio una domanda. Non ci sono più i buffoni della classe – i giovani d’oggi sono troppo tonti per fare gli spiritosi. Quando vedo scritte istruzioni come “agitare e versare” su un cartone di succo d’arancia, penso: “Grazie a Dio, perchè questi ragazzi hanno un bisogno disperato di ricevere istruzioni.”

info sul libro

[O.L.] La raccolta riunisce tutta la nuova generazione di autori americani. La solita cricca. Il livello medio dei racconti è molto buono, tutti ricercano l’originalità: chi nel linguaggio (pochi), chi nella storia narrata. La palma d’oro se la cucca Julia Slavin con il suo racconto intitolato “Odontofilia”, stupendo! A ruota seguono David Foster Wallace e Judy Budniz. Interessante la rivisitazione delle città invisibili calviniane di Ken Kalfus (centri commerciali invisibili). I piu attesi si sono guadagnati l’ampia sufficienza, parlo di Lethem, Homes, Lipsyte, Bender. e Moody. Invece, per l’ennesima volta, mi è parso che leggere Dave Eggers equivalga a perdere del tempo.

INDIA (A.A. V.V.)
1 giugno 2009

Più riguardo a India. Dieci scrittori dalle nuove megalopoli

Quando gli diciamo che non avevamo mai visto uno sfondo come quello del World Trade Center, si infuria ancora di più: “Tutta la spazzatura finisce qui”, proclama. “L’india è l’immondezzaio del mondo, e Calcutta è l’immondezzaio dell’India”.
Solo in un immondezzaio del Terzo mondo nulla va perduto e tutto viene riutilizzato? E’ un’idea che fa riflettere, l’idea di un fondale terrificante come immagine riciclata, privata dai media delle ultime gocce di significato e gettata via, solo per resuscitare in un minuscolo studio fotografico di un quartiere povero in una decadente metropoli asiatica.

info sul libro

[O.L.] L’idea di questa raccolta è molto buona. Cinque racconti, sei reportage, tre fumetti, per un totale di dieci scrittori indiani che parlano della loro nazione. Il risultato, come quasi sempre accade nelle raccolte, è altalenante. Personale stroncatura per i fumetti, salvo i due racconti di Altaf Tyrewala e la sezione dei reportage, sicuramente la meglio riuscita. Molto belli “la terra dei bong” e “bambini”. E’ strano come nei reportage ci sia un apparente maggior distacco dalla realtà, cosa che invece non succede nei racconti, tutti molto freddi e iper-realistici. Ovviamente super consigliato a chi andrà in India tra poco tempo e chi ama quella nazione.

UN VAMPIRO (L. CAPUANA)
18 maggio 2009

Più riguardo a Un vampiro

La mattina, andando via, Mongeri non pensava soltanto che gli scienziati hanno torto di non voler studiare da vicino casi che coincidono con le superstizioni popolari, ma tornava a ripetersi mentalmente quel che aveva detto due giorni avanti al suo amico: Non sposerei una vedova per tutto l’oro del mondo.

info sul libro

[O.L.] Un racconto che Capuana scrisse in regalo a Lombroso. E’ un dialogo tra uno scienziato e un poeta: il primo, ovviamente scettico, non crede all’incredibile storia che il secondo gli sta raccontando, fin quando decide di seguirlo… Non è niente di speciale questo racconto, fa solo parte delle cose che sto raccogliendo quà e là sui vampiri. Non mi sto fissando sull’argomento, è solo una breve ricerca per un progetto collaterale che sto seguendo (diventare un vampiro?).

IL VAMPIRO (J. W. POLIDORI)
20 aprile 2009

Immagine di Il vampiro

Quando la gaia risata di una bella fanciulla attirava la sua attenzione, la gelava con uno sguardo, e incuteva paura in quegli animi in cui regnava la superficialità. Coloro che percepivano questa sensazione di timore non riuscivano a spiegarsi da cosa derivasse: alcuni la attribuivano ai suoi occhi color grigio opaco che, fissandosi su un volto, sembrava non riuscissero a penetrarlo e a raggiungere subito i più intimi meccanismi dell’anima, ma ricadevano sulla guancia simili a un raggio pesante come piombo, opprimendo la pelle senza poterla oltrepassare.

info sul libro

[O.L.] Da questo racconto di inizio 800 nasce la figura del vampiro in letteratura, almeno come lo conosciamo oggi. Non ci sono paletti di frassino e corone d’aglio, inoltre il vampiro non si sbriciola alla luce del sole o vedendo una croce… ma forse fa più paura dei suoi simili ben più famosi che sono arrivati dopo.

IL CURIOSO CASO DI BENJAMIN BUTTON (F. S. FITZGERALD)
5 aprile 2009

Immagine di Il curioso caso di Benjamin Button

“Bene – ansimò Mister Button – qual’è il mio?”.
“Eccolo!”. disse l’infermiera.
Gli occhi di Mister Button seguirono il dito puntato, e questo è ciò che vide.
Avvolto in una voluminosa coperta bianca, e in parte ficcato in una culla, stava seduto un vecchio all’apparenza sui settant’anni. I radi capelli erano quasi bianchi, e dal mento stillava una lunga barba grigio fumo, che ondeggiava in modo assurdo, sospinta dalla corrente che proveniva dalla finestra.

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[O.L.] Non ho visto il film, quindi non faccio paragoni. Il racconto è molto bello nei primi capitoli, poi fitzgerald la fà semplice e veloce. Il racconto è lungo una ventina di pagine, il film mi risulta invece interminabile. La cosa migliore di questa edizione, puramente markettara, sono le illustrazioni di Calef Brown davvero notevoli, nonchè il motivo principale del mio acquisto.

UN GIOCO DA BAMBINI (J.G. BALLARD)
2 aprile 2009

Immagine di Un gioco da bambini

Una possibilità di scelta che i ragazzi del Panbourne village non avevano. Incapaci di manifestare i propri sentimenti o di reagire a quelli altrui, soffocati sotto una coltre di elogi e approvazioni, si sentivano imprigionati per sempre in un universo perfetto. In una società totalmente sana, l’unica libertà è la follia.

info sul libro

[O.L.] Il commento migliore che ho letto su questa favola nerissima è: “un libro anticoncezionale”. In effetti non vedrete più i vostri figli con gli stessi occhi. Si legge in fretta, molto scorrevole e appassionante. L’idea è semplice: i giovani tanto più si sentono amati, compresi e assecondati tanto più provano il disperato impulso di fuggire. Poche pagine che aprono un infinità di riflessioni sulla società, la ricchezza, l’educazione: da leggere.

L’INSOLITA RUMBA (B. AUTIERI)
9 marzo 2009

Immagine di L'insolita rumba

La notte il quartiere non è che sta zitto, dorme, o cose di questo tipo. Le televisioni sono accese dappertutto, e fanno pure bordello che devono coprire urla di rabbia e rancore e pure la disperazione che ci sta dentro a ‘ste case. Perchè qua, mo ve lo devo dire, quando cominci a capire com’è la vita e ‘ste storie qua, non è che ti ci trovi comodo, lo capisci che vivi male, e non solo perchè le case sono brutte, piccole, sgarrupate e ci sono i marocchini, gli albanesi e i negri e non c’è lavoro e tutte ‘ste storie qua. Io non me lo posso immaginare come si può stare senza incazzarsi.

info sul libro

[O.L.] Un lungo racconto che vedo bene come sceneggiatura per un film. La storia è piena zeppa di spunti interessanti ma la scrittura simil-parlato non mi piace. Carino il continuo cambio di prospettiva, ogni personaggio racconta il suo punto di vista come in un documentario, ma forse per questo motivo non mi sono immedesimato in nessuno dei personaggi in particolare. Da segnalare il sito del libro: http://www.linsolitarumba.it/index.php che vale più del libro in sè.

SPECIALE RACCONTI ONLINE 3/3
26 febbraio 2009

TE’ E BISCOTTI (A. L. KENNEDY)

scaricabile qui

[O.L.] Un rapporto di coppia in un semplice gesto mattutino.

IL PRINCIPE (SIC)

scaricabile qui

[O.L.] “Il Principe” è il primo racconto SIC.Il metodo SIC  è utilizzabile per scrivere romanzi e racconti in gruppi di 4+ persone. Sono disponibili manuali e pagine di documentazione in linea. Sarà perchè è il primo e non tutto funziona, ma la metodologia e la sperimentazione è interesante

RIEN NE VA PLUS (AA. VV.)
24 febbraio 2009

Immagine di Rien ne va plus

E’ arrivata con le occhiaie del turno di notte, i capelli arruffati sopra il camice, si è avvicinata con calma alle nostre sedie, nell’accettazione del reparto. Ha ascoltato le tue parole rotte dal pianto, ha detto di seguirla, mentre ti ripeteva di stare tranquilla, che non è detto, adesso vediamo. Mi ha dato fiducia il suo disordine in testa, un disordine di chi lavora, i riccioli scomposti di chi ha altro da fare che controllarsi allo specchio.

info sul libro

[O.L.] Ero molto curioso di leggere rien ne va plus, ovviamente. Quale sarà la qualità di una raccolta che contiene anche un mio racconto? Pessima, pensavo, come al solito guidato dal mia scarsa autostima come scrittore. Invece no, la qualità c’è. Tutti si fanno leggere e senza entrare nel dettaglio di chi mi è piaciuto di meno, dico chi mi è piaciuto di più. Senza togliere niente a nessuno, in quanto tutti sono stati bravi a rispondere alla possibilità dataci con il proprio meglio da offrire in quel momento, credo.
Quindi senza una classifica di merito cito solo quelli che, a distanza di una settimana dalla lettura, mi danno ancora qualche emozione al ricordo. In ordine di pubblicazione sulla raccolta: mi sono divertito con “Io non volevo” di Giacomo Buratti che è riuscito a farmi ridere scrivendo bene, cosa che mi capita di rado; mi sono inquietato con “Federmader.Me” di Gianluca Pezzella che quindi credo abbia centrato l’obiettivo; mi è piaciuta molto l’atmosfera di “Buongiorno Cina” di Salvatore Piombino, giocata tutta sul ricordo struggente di un amore passato, un tema condiviso dal mio racconto “Aprile”. Infine, il brano riportato sopra è l’incipit di “Andata e ritorno” di Paolo Cacciolati, la scrittura migliore della raccolta.

SPECIALE RACCONTI ONLINE 2/3
19 febbraio 2009

TRE RACCONTI (D. BARTHELME)

scaricabili qui

[O.L.] Trovati casualmente su vice, sono brevissimi e i primi due (la scuola, la bambina) sono eccezionali per capacità di raccontare un mondo in pochissime righe.

LA VERITA’ DEL PESCE ROSSO (H. L. BELIAL)

scaricabile qui (colonna dx)

[O.L.] Ottimo giallo che si fa leggere tutto d’un fiato. Divertente, pieno di citazioni, compreso il finalone… scritto molto bene.

SPECIALE RACCONTI ONLINE 1/3
12 febbraio 2009

MOMODOU (WU MING)

scaricabile qui

[O.L.] Scritto per l’antologia “Crimini italiani” curata da Giancarlo De Cataldo. Il racconto è un bel esercizio di stile, come da un fatto di cronaca si possa prendere spunto per un racconto a sfondo sociale senza annoiare a morte il lettore.
TICKET TO THE FAIR (D. F. WALLACE)

scaricabile qui

[O.L.] E’ un estratto di un articolo apparso su Harper’s Magazine. Sarà che è stato pubblicato da Nazione Indiana il giorno dopo la scomparsa dello scrittore ma mi è piaciuto molto, moltissimo.

IL SUO VERO NOME (C. D’AMBROSIO)
10 febbraio 2009

Immagine di Il suo vero nome

Per un antico riflesso mi inginocchiai, e una volta in quella posizione ci rimasi. Pensai alla mia vecchia fede, che aveva subito la stessa sorte della fatina dei denti: all’inizio era divertente e proficua, qualcosa a cui guardare con entusiasmo, poi aveva cominciato soltanto a ripagarmi di cose che avevo perso e ormai, ripensandoci, mi rendo conto che era soltanto un trucchetto da bambini, una specie di gioco delle tre carte, e così oggi, quando poso la testa sul cuscino con lo sguardo rivolto all’oscurità sopra di me, l’unica cosa in cui ripongo le mie speranze è una bella notte di sonno.

info sul libro

[O.L.] Racconti tutti stupendi che, dopo poco più di un mese di questo 2009 di letture, fanno balzare questa raccolta in vetta alla mia personale classifica. Scrittura davvero magistrale capace di far passare la voglia di scrivere. Giusto per dare una preferenza, segnalo il racconto che dà il titolo alla raccolta, probabilmente quello che di cui custodisco più immagini, come fossero ricordi miei.

CATTEDRALE (R. CARVER)
28 gennaio 2009

Immagine di Cattedrale

Questo cieco, un vecchio amico di mia moglie, stava arrivando da noi per trascorrervi la notte. Sua moglie era morta e lui era in visita dai parenti della defunta nel connecticut. Aveva telefonata a mia moglie dalla casa dei suoceri. Avevano preso accordi. Sarebbe arrivato in treno, un viaggio di cinque ore, e mia moglie sarebbe andata a prenderlo alla stazione. Non lo vedeva da quando aveva lavorato per lui un estate a Seattle, dieci anni prima. Lei e il cieco si erano tenuti in contatto. Avevano inciso nastri scambiandoseli per posta. Io non ero entusiasta di quella visita. Quella persona non la conoscevo. Il fatto che fosse cieco mi infastidiva. L’idea che avevo della cecità proveniva dal cinema. Nei film, i ciechi si muovevano lentamente senza mai ridere, a volte erano guidati dai cani. Un cieco in casa non era il mio ideale.

info sul libro

[O.L.] Ho un rapporto strano con Carver, come già ho detto altre volte. Mi piace moltissimo come scrive, è davvero un maestro, ma dopo due pagine sto dormendo… Ha una capacità di abbioccarmi fuori dal comune. Sicuramente questa raccolta però è la sua cosa migliore che ho letto, e i racconti: “cattedrale”, “una piccola, buona cosa”, “vitamine”, “lo scompartimento” sono stupendi.

IL DENTE DEL PREGIUDIZIO (A. G. PINKETTS)
24 ottobre 2008

Carne che vale. La sua, intendo. La affitta a gentiluomini in fregola, disposti a spendere per spandere tra le sue cosce il seme dell’innocenza perduta. Lei non si considera una prostimignotta, una puttatroia, uno di quegli ibridi tra una vagina e un salvadanaio a forma di porcellino nella cui fessura scivolano gli oboli e gli entusiasmi dei porcelloni. Lei è Marika, la duchessa dei letti sfatti, la principessa sul pisello dei sedili ribaltabili. Batte, e allora? conta ciò che sei o ciò che fai? L’uno e l’altro, forse, ma ciò che lei fa le riesce dannatamente bene.

info sul libro

[O.L.] Bello! non conoscevo Pinketts e l’ho scoperto davvero per caso (come si dice in questi casi […]). E’ un genio delle parole, mi ricorda Benni ma al contrario di quando leggo quest’ultimo, in questi racconti non mi è mai sembrato forzato il linguaggio. La lettura scorre via veloce e divertente. I brani di questa raccolta sono tutti folli, tanti sono belli, alcuni bellissimi.

I BANCHETTI DEI VEDOVI NERI (I. ASIMOV)
22 ottobre 2008

Era mediamente carina, mediamente formosa e totalmente affascinante. La bellezza fisica è un conto – chi non l’apprezza? – ma il fascino è qualcosa che va oltre e non è facile descrivere. Credo che ognuno abbia il suo metro di giudizio, in proposito: ebbene, quella donna era affascinante secondo i miei parametri personali.
Le donne non fanno parte dei vizi da cui mi astengo: e fantasticai di mandare a monte l’appuntamento con il mio amico, che aveva il grave svantaggio di essere maschio.

info sul libro

[O.L.] Molto bello il primo, il secondo, il terzo, il quarto…  forse tutti sono molto belli questi racconti, il problema sta nella struttura identica di questi enigmi cervellotici presentati da Asimov con molto humor e in modo sintetico. Insomma molto belli ma un pò troppo uguali tra di loro. Anche la natura super intellettualoide dei personaggi alla lunga stanca.