
Io penso che la vita – e questo l’ho imparato sopratutto dai meridionali e dagli orientali – sia una specie di commedia, che viene giocata ogni giorno, ogni notte, ogni mattina, e che non ha un percorso lineare. E che quindi la perfezione della vita è essere capaci di recitare questa commedia senza far male a nessuno, e riuscendo a essere contenti. Come quell’artigiano giapponese che ha passato due anni a levigare la scatolina di legno e poi l’ha regalata, regalando insieme la sensazione che sia la cosa più bella del mondo. Penso che la vita sia qualcosa del genere.
info sul libro
[O.L.] Un excursus tra le opere di Pierluigi Ghianda, uno dei più grandi ebanisti d’italia da cui è passato tutto il design italiano negli anni ’70 e ’80. Pochi lo conoscono ma è una leggenda vivente. Attraverso foto dei suoi oggetti e della sua bottega e interviste si intuisce quanto fondamentale sia stato Ghianda per la creazione del mito della Brianza, del distretto del mobile e del design made in italy.
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Sono andato alla clinica di rue d’Assas a farmi sturare un orecchio. La donna alla cassa mi chiede: “lei attualmente lavora o è disoccupato?”.
Eccomi di colpo piombato, sprofondato nella società. Se la donna mi avesse chiesto: “Fa ancora l’assassino?”, la sua domanda mi avrebbe provocato meno disagio.
La proposizione: “Niente è sicuro” è la più sicura di tutte le proposizioni incerte.
Scrivono bene non i pessimisti ma, i delusi.
Lo stato d’animo di cui ho bisogno è l’allegria. Senza di lei, non si può fare niente di vivo. Tutto ciò che si fa con il suo aiuto è buono, anche se non è profondo.
Guardando le onde, rimuginare, come loro, l’inconcepibile fatto di esistere.
Se potessimo limitarci a guardare! Ma disgrazia vuole che ci intestardiamo a capire.
Non è la morte l’ora della verità, è la nascita.
info sul libro
[O.L.] Ormai è un fratello. pagina 800.
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20 luglio 1992
NO SAN VITUR? AHI AHI AHI AHI
Il carcere milanese si conferma la meta più ambita della gente che conta. Intanto l’arresto di Ligresti riesce a cementare ulteriormente il gruppo dirigente socialista.
26 ottobre 1992
I MAFIOSI ONESTI: “BASTA CON ANDREOTTI”
“Quarant’anni di malgoverno democristiano hanno messo in ginocchio anche un’azienda sana come la nostra”
30 novembre 1992
SOMALIA VERGOGNATI! HAI FATTO PIANGERE LA LOREN
Pur di scucire qualche spicciolo al cuore tenero di mamma Sophia, i furbi monelli africani hanno digiunato per anni ed anni. Amari commenti dall’occidente: “Hanno fame si, ma di protagonismo”
30 agosto 1993
GRANDI OPERE! CIAMPI: “PARTIAMO A OTTOBRE COL NABUCCO O CON L’AIDA”
Tra comparse e baritoni settantamila nuovi posti di lavoro
28 febbraio 1994
LA P2 ERA ISCRITTA A BERLUSCONI
9 luglio 1994
Vertice del g7 a napoli.
ITALIA UMILIATA: PERFINO IL GIAPPONESE E’ PIU ALTO DI BERLUSCONI
Il nano pelato ottiene comunque un successo personale: aumenteranno le esportazioni di scarpe col rialzo.
22 ottobre 1994
SVOLTA NELLA CHIESA
Meglio della pillola il libro del Papa. Milioni di copie si addormentano già guardando la copertina. Protesta ufficiale della Valium: ”interi capitoli sono copiati dal nostro foglietto illustrativo”.
[O.L.] Vi ricordate il giornale satirico CUORE? ha chiuso nel ’97, io fin da piccolo ne compravo qualche copia, colpito dal colore verde delle sue pagine e dai titoli che mi facevano davvero ridere, anche se alcuni non li potevo capire veramente. Perchè era satira politica nel più profondo dei significati. In questa raccolta sono riunite tutte le prime pagine in ordine cronologico, fanno ancora tanto ridere, e con il senno di poi, piangere. La politica in 30 anni non è cambiata di una virgola.
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Quando gli diciamo che non avevamo mai visto uno sfondo come quello del World Trade Center, si infuria ancora di più: “Tutta la spazzatura finisce qui”, proclama. “L’india è l’immondezzaio del mondo, e Calcutta è l’immondezzaio dell’India”.
Solo in un immondezzaio del Terzo mondo nulla va perduto e tutto viene riutilizzato? E’ un’idea che fa riflettere, l’idea di un fondale terrificante come immagine riciclata, privata dai media delle ultime gocce di significato e gettata via, solo per resuscitare in un minuscolo studio fotografico di un quartiere povero in una decadente metropoli asiatica.
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[O.L.] L’idea di questa raccolta è molto buona. Cinque racconti, sei reportage, tre fumetti, per un totale di dieci scrittori indiani che parlano della loro nazione. Il risultato, come quasi sempre accade nelle raccolte, è altalenante. Personale stroncatura per i fumetti, salvo i due racconti di Altaf Tyrewala e la sezione dei reportage, sicuramente la meglio riuscita. Molto belli “la terra dei bong” e “bambini”. E’ strano come nei reportage ci sia un apparente maggior distacco dalla realtà, cosa che invece non succede nei racconti, tutti molto freddi e iper-realistici. Ovviamente super consigliato a chi andrà in India tra poco tempo e chi ama quella nazione.
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