OPENLECTURE CHIUDE

13 luglio 2009 - 9 Risposte

Questo è l’ultimo post di Openlecture. Il blog chiude.
Perchè ha fatto il suo corso.
Perchè è un periodo di troppi impegni e quando scrivere due righe diventa un supplizio, non è il caso di continuare. Le letture purtroppo scarseggiano e le scritture sono meno spontanee. Infine perchè il blog influenza troppo le mie scelte legate all’uso e consumo dei libri. Voglio riacquistare la libertà di un tempo.
Grazie a tutti i lettori silenti che hanno seguito queste pagine. Non avrei immaginato all’inizio di poter raggiungere cosi tanti utenti.
Questo blog si spegne, si accenderà qualcos’altro sicuramente, non so quando e in che forma, ma ci incontreremo di nuovo – senza riconoscerci.

Ciao.

HABIT

6 luglio 2009 - Una Risposta

E’ una pillola di autostima
questo batticuore a comando,
uno psicofarmaco
un placebo consapevole, un malox.
E’ una dose diretta in vena
di emozioni contrastanti
di cui sono dipendente
per fingermi libero.

Mi troveranno un giorno
disteso sopra un letto
e gli occhi al soffitto
con un’overdose letale
di malinconia.

DOVREBBERO DARGLI UN NOME

1 luglio 2009 - Una Risposta

Grandi uccelli rosa e grigi
con un lungo becco aguzzo
volavano rasente l’acqua salata
con traiettorie che disegnavano
l’orizzonte.
Non sapevamo cosa fossero
fenicotteri, gru o chissà.
Aspettavamo sulla spiaggia
perchè ci avevano detto quelli del posto
che era il tramonto migliore
di tutti i caraibi.
Ci limitavamo a guardare senza parlare.
Io seguivo il volo degli uccelli sconosciuti,
Hellen fissava il cielo in alto.
“Che guardi Hel?”, gli chiesi
guardai nella sua direzione
ma non trovai nulla
neppure una nuvola.
Il tramonto arrivò con qualche minuto di ritardo
e fu incredibile.
Non pensavo esistessero tante sfumature
di rosso e di giallo e di blu.
Un’eternità variopinta in cui nessuno parlò.
Hellen non smise di fissare in alto.
Quando l’ultimo barlume di luce
sparì dietro l’orizzonte
e gli uccelli sconosciuti si posarono
mi voltai verso Hel
che fissava su in alto
la prima e unica stella timida.
Avrei voluto possedere una frase,
cercai disperatamente
un’ultima esclamazione!
ma la mia mente non funzionava a dovere
il mio cuore neppure.
“Hel” dissi sconsolato
come se fosse l’unica parola
del mio vocabolario.
Poi con delicatezza
la mia mano chiuse il suo sipario di palpebre

PIERLUIGI GHIANDA (L. BERGO, P. PERACCHIO)

29 giugno 2009 - Leave a Response

More about Pierluigi Ghianda

Io penso che la vita – e questo l’ho imparato sopratutto dai meridionali e dagli orientali – sia una specie di commedia, che viene giocata ogni giorno, ogni notte, ogni mattina, e che non ha un percorso lineare. E che quindi la perfezione della vita è essere capaci di recitare questa commedia senza far male a nessuno, e riuscendo a essere contenti. Come quell’artigiano giapponese che ha passato due anni a levigare la scatolina di legno e poi l’ha regalata, regalando insieme la sensazione che sia la cosa più bella del mondo. Penso che la vita sia qualcosa del genere.

info sul libro

[O.L.] Un excursus tra le opere di Pierluigi Ghianda, uno dei più grandi ebanisti d’italia da cui è passato tutto il design italiano negli anni ’70 e ’80. Pochi lo conoscono ma è una leggenda vivente. Attraverso foto dei suoi oggetti e della sua bottega e interviste si intuisce quanto fondamentale sia stato Ghianda per la creazione del mito della Brianza, del distretto del mobile e del design made in italy.

QUADERNI (CIORAN)

25 giugno 2009 - Leave a Response

More about Quaderni 1957-1972

Sono andato alla clinica di rue d’Assas a farmi sturare un orecchio. La donna alla cassa mi chiede: “lei attualmente lavora o è disoccupato?”.
Eccomi di colpo piombato, sprofondato nella società. Se la donna mi avesse chiesto: “Fa ancora l’assassino?”, la sua domanda mi avrebbe provocato meno disagio.

La proposizione: “Niente è sicuro” è la più sicura di tutte le proposizioni incerte.

Scrivono bene non i pessimisti ma, i delusi.

Lo stato d’animo di cui ho bisogno è l’allegria. Senza di lei, non si può fare niente di vivo. Tutto ciò che si fa con il suo aiuto è buono, anche se non è profondo.

Guardando le onde, rimuginare, come loro, l’inconcepibile fatto di esistere.

Se potessimo limitarci a guardare! Ma disgrazia vuole che ci intestardiamo a capire.

Non è la morte l’ora della verità, è la nascita.

info sul libro

[O.L.] Ormai è un fratello. pagina 800.

META

23 giugno 2009 - Leave a Response

Il mare intoccabile
il sole le nuvole gli uccelli e l’orizzonte
gli alberi, le distese verdi disegnate
non sei ancora stanco?

Il richiamo di città rumorose
di ragazze dalla lingua intrecciata
e le speranze scritte sulla sabbia bianca
non sei ancora stanco?

Valigie vuote ai piedi di letti freddi
giacche e costumi, cappelli e trecce
vento del nord che cancella ogni traccia del mio passaggio
non sei ancora stanco?

Il morso feroce del senso di colpa
le tombe piene e quelle vuote già pronte
i saluti dopo gli incontri spregiudicati
non sei ancora stanco?
davvero non sei ancora stanco?

BURNED CHILDREN OF AMERICA (AA.VV.)

22 giugno 2009 - Una Risposta

More about Burned Children of America

Lasciate che vi spieghi qualcosa di questi ragazzi. Non sono particolarmente intelligenti. Sniffano acetone e vanno in giro in macchina con le pistole nascoste sotto il libretto di circolazione. Portano gli occhiali da sole quando piove e quando masticano il chewing-gum gli rimane appiccicato all’apparecchio per i denti. Nella mia classe pensano sia molto divertente comportarsi come ritardati mentali quando gli faccio una domanda. Non ci sono più i buffoni della classe – i giovani d’oggi sono troppo tonti per fare gli spiritosi. Quando vedo scritte istruzioni come “agitare e versare” su un cartone di succo d’arancia, penso: “Grazie a Dio, perchè questi ragazzi hanno un bisogno disperato di ricevere istruzioni.”

info sul libro

[O.L.] La raccolta riunisce tutta la nuova generazione di autori americani. La solita cricca. Il livello medio dei racconti è molto buono, tutti ricercano l’originalità: chi nel linguaggio (pochi), chi nella storia narrata. La palma d’oro se la cucca Julia Slavin con il suo racconto intitolato “Odontofilia”, stupendo! A ruota seguono David Foster Wallace e Judy Budniz. Interessante la rivisitazione delle città invisibili calviniane di Ken Kalfus (centri commerciali invisibili). I piu attesi si sono guadagnati l’ampia sufficienza, parlo di Lethem, Homes, Lipsyte, Bender. e Moody. Invece, per l’ennesima volta, mi è parso che leggere Dave Eggers equivalga a perdere del tempo.

MESSAGGIO DI GIUGNO

18 giugno 2009 - Leave a Response

Non temere
bellissima ragazza
ci sarà di nuovo il tempo
per tornare a vivere
a piangere –
piangere e cantare
in onore di qualcun’altro.
Sarà come risentire
un odore dimenticato.

Non cambiare
romantica ragazza.
Dio non ti vuole diversa
per il resto dei
miei giorni
per ospitarti negli angoli
dei suoi universi.
Quando lo incontrerai
sarà come riabbracciare
un padre al risveglio
il lunedì mattina.

IL LIBRO DEL DESIDERIO (L. COHEN)

17 giugno 2009 - Leave a Response

Più riguardo a Il libro del desiderio

Perchè tutta la mia arte, e tutta la mia bravura, non hanno mai avuto la mia faccia. Nemmeno una volta.

———–

Tramortito, eppure non sofferente.
Gonfio di preoccupazioni e di ansia, eppure non sofferente.
Inutile, vecchio e pieno di dolore ma, non sofferente.

———–

Ora sono capace
di dormire venti ore al giorno.
Le quattro che rimangono
vengono usate
per chiamare al telefono una lista
di persone importanti
allo scopo
di augurare la buonanotte.

———–

Una cosa soltanto
lo rendeva felice
e adesso che
non c’era più
tutto
lo rendeva felice.

info sul libro

[O.L.] Una raccolta di pensieri, poesie, disegni del grandissimo Cohen, che ho solo recentemente scoperto, grazie al doppio album dal vivo Live in London. Fisso sul lettore da un paio di settimane. Il libro mi ha spinto a conoscere il cantautore. “Chi può dire dove finisce il poeta e dove comincia il cantautore?’”. Magia.

LA CASA IN COLLINA (C. PAVESE)

15 giugno 2009 - Leave a Response

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Ora che ho visto cos’è guerra, cos’è guerra civile, so che tutti, se un giorno finisse, dovrebbero chiedersi: – E dei caduti che facciamo? perchè sono morti? – Io non saprei cosa rispondere. Non adesso, almeno. Nè mi pare che gli altri lo sappiano. Forse lo sanno unicamente i morti, e soltanto per loro la guerra è finita davvero.

info sul libro

[O.L.] Non è un capolavoro come “la luna e i falò” ma poco ci manca. La vita solitaria di Corrado durante la guerra è piena di riflessioni sulla vita e la morte, con toni pacati e distaccati da intellettuale analizza le motivazioni della guerra e del cambiamento del paese in corso. In perenne fuga, freddo emotivamente, Corrado osserva e racconta, e il lettore pende dalle sue labbra, pagina dopo pagina.

COPENAGHEN

11 giugno 2009 - Leave a Response

E’ una notte di fuoco
che incendia il soffitto di nuvole.
La nostra auto viaggia silenziosa
fin nella profondità del deserto
di una strada di alberi e cerbiatti.
Assetata corre
verso l’acqua gelata.
Una calma piatta la avvolge.
Spero di vedere una lepre
saltar fuori dai cespugli
o un danese urlare
basterebbe osservare il sole sparire
per sentirsi un pò a casa.

TISVILDE

10 giugno 2009 - Leave a Response

Nessuno potrebbe affermare
con certezza
che oltre il bosco
dietro alle colline
possa spingere il mare
le sue gelide onde.
Oltre le tende della finestra
attraverso la notte di sole
sospinto dal vento
lo si sente però urlare
gemere sbattere gelare.

Io non posso affermare
con certezza
che questo giorno
sia più importante di altri
che questa solitudine
sia migliore di altre.

IL CAMPO DELL’ARCOBALENO (I. ASANO)

8 giugno 2009 - Leave a Response

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– Sono scesa giù, in un posto sempre più profondo, e là ho sentito una voce. Sono certa che era la voce di Dio. E Dio mi ha detto: “Mi sono stancato di un mondo del genere.”
Perciò un giorno tutti scompariranno.
Sarebbe la fine del mondo?
No. Non sarebbe la fine. Quella sarebbe l’inizio dell’eternità.

info sul libro

[O.L.] Asano è bravissimo a creare atmosfere desolanti, disperate, borderline. In questo volumone di oltre duecento pagine non si è neppure preoccupato di dare una trama leggibile. Sogni, incubi, flashback, flashforward, ad un certo punto non si capisce più niente ma, miracolo, si continua a leggere con molto piacere fino alla fine.

CUORE – LE 396 PRIME PAGINE DI CUORE

5 giugno 2009 - Leave a Response

20 luglio 1992
NO SAN VITUR? AHI AHI AHI AHI
Il carcere milanese si conferma la meta più ambita della gente che conta. Intanto l’arresto di Ligresti riesce a cementare ulteriormente il gruppo dirigente socialista.

26 ottobre 1992
I MAFIOSI ONESTI: “BASTA CON ANDREOTTI”
“Quarant’anni di malgoverno democristiano hanno messo in ginocchio anche un’azienda sana come la nostra”

30 novembre 1992
SOMALIA VERGOGNATI! HAI FATTO PIANGERE LA LOREN
Pur di scucire qualche spicciolo al cuore tenero di mamma Sophia, i furbi monelli africani hanno digiunato per anni ed anni. Amari commenti dall’occidente: “Hanno fame si, ma di protagonismo”

30 agosto 1993
GRANDI OPERE! CIAMPI: “PARTIAMO A OTTOBRE COL NABUCCO O CON L’AIDA”
Tra comparse e baritoni settantamila nuovi posti di lavoro

28 febbraio 1994
LA P2 ERA ISCRITTA A BERLUSCONI

9 luglio 1994
Vertice del g7 a napoli.
ITALIA UMILIATA: PERFINO IL GIAPPONESE E’ PIU ALTO DI BERLUSCONI
Il nano pelato ottiene comunque un successo personale: aumenteranno le esportazioni di scarpe col rialzo.

22 ottobre 1994
SVOLTA NELLA CHIESA
Meglio della pillola il libro del Papa. Milioni di copie si addormentano già guardando la copertina. Protesta ufficiale della Valium: ”interi capitoli sono copiati dal nostro foglietto illustrativo”.

[O.L.] Vi ricordate il giornale satirico CUORE? ha chiuso nel ’97, io fin da piccolo ne compravo qualche copia, colpito dal colore verde delle sue pagine e dai titoli che mi facevano davvero ridere, anche se alcuni non li potevo capire veramente. Perchè era satira politica nel più profondo dei significati. In questa raccolta sono riunite tutte le prime pagine in ordine cronologico, fanno ancora tanto ridere, e con il senno di poi, piangere. La politica in 30 anni non è cambiata di una virgola.

LETTERE

3 giugno 2009 - Leave a Response

Ho messo via
chilometri di lettere
scritte dalla mia prima fidanzata
ma quante sono!
era una irriducibile prosivendola.

Solo una l’ho tenuta
perché contiene frasi che ho sentito
letto e subito molte volte
negli anni a seguire.
Frasi che perseguitano.

Immagino sia una delle ultime
lettere perché
mi chiede di dimostrare
amore.
Mi accusa di indifferenza.
Eppure sono molto
lontano dall’indifferenza:
lei, come le successive,
non ha mai accettato
la mia primitiva e spiccata necessità
di preservarmi.

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